Fino al 6 settembre a Pisa un percorso con 105 dipinti e una raccolta di disegni per riscoprire due protagonisti della cultura figurativa post macchiaiola
Palazzo Blu a Pisa dedica una mostra ai fratelli Francesco e Luigi Gioli, figure centrali della pittura toscana tra Ottocento e Novecento e protagonisti di una stagione artistica che contribuì a rinnovare la cultura figurativa locale.
L’esposizione, intitolata “I fratelli Gioli e la pittura a Pisa fra ’800 e ’900”, è curata da Stefano Renzoni, con la sezione grafica affidata a Bianca Cerrina Feroni, e sarà visitabile fino al 6 settembre.
Il percorso propone una selezione di 105 dipinti dei due artisti pisani e di numerosi altri pittori attivi nello stesso contesto culturale, insieme a una significativa raccolta di disegni dei Gioli. L’obiettivo è restituire ai due fratelli il ruolo che ebbero nello sviluppo della pittura pisana e, più in generale, nella definizione di una nuova sensibilità post macchiaiola.
La mostra non si limita a ricostruire il percorso dei Gioli, ma allarga lo sguardo al vivace ambiente artistico che interessò Pisa e il suo territorio tra la fine dell’Ottocento e i primi decenni del Novecento. Un racconto che contribuisce a superare l’idea di una città marginale sul piano artistico, mostrando invece la presenza di esperienze, incontri e fermenti capaci di dialogare con le principali tendenze del tempo.
Accanto ai fratelli Gioli, il percorso espositivo documenta anche la presenza di altri artisti di rilievo, tra cui i fratelli Tommasi, e approfondisce il contesto della cosiddetta Scuola di Bocca d’Arno, sviluppatasi tra Marina di Pisa e il Gombo attorno alla figura di Nino Costa.
Quella stagione vide il coinvolgimento di numerosi artisti, non soltanto locali, e contribuì a definire una particolare attenzione per il paesaggio, la luce, la natura e la vita quotidiana. In mostra sono presenti anche opere di Plinio Nomellini, tra cui un dipinto esposto alla Biennale di Venezia, oltre a lavori di Spartaco Carlini e Giuseppe Viviani.
L’esposizione offre così una nuova chiave di lettura della pittura pisana tra i due secoli, mettendo in evidenza il rapporto tra tradizione macchiaiola, sperimentazioni successive e identità del territorio.
Attraverso dipinti e disegni, Palazzo Blu invita il pubblico a riscoprire una pagina importante della storia artistica toscana, in cui Pisa non appare più come semplice scenario laterale, ma come luogo attraversato da presenze significative e da una produzione figurativa capace di lasciare un segno.
La mostra sui fratelli Gioli diventa quindi un’occasione per rileggere il ruolo della città nel panorama artistico tra Ottocento e Novecento e per riportare l’attenzione su due autori che seppero interpretare con originalità il passaggio verso una nuova modernità pittorica.

