Lutto nel mondo dell’informazione italiana: Bianca Maria Piccinino, prima donna a condurre un telegiornale nel nostro Paese, si è spenta lo scorso luglio all’età di 101 anni. La notizia è emersa solo nelle ultime ore per volontà della stessa giornalista.
A rivelarlo è stata la figlia Paola, che in un’intervista ha spiegato: “Il silenzio è stato voluto da lei: non ho divulgato la notizia se non ai parenti e agli amici più stretti. Non voleva fare notizia”. Una scelta coerente con il suo stile sobrio e riservato, mantenuto anche dopo l’uscita di scena e persino in occasione dei suoi 100 anni, nel 2024.
Dalla biologia alla televisione: gli inizi alla Rai
Nata a Trieste il 29 gennaio 1924, laureata in biologia, Bianca Maria Piccinino entrò in Rai nel 1953, agli albori della televisione italiana. Iniziňò come autrice e presentatrice di programmi scientifici.
In una delle sue ultime interviste, rilasciata nel 2014 a Rainews24, raccontò con lucidità il suo debutto: “Fui mandata in onda il giorno stesso del provino, per dare la notizia scientifica del giorno: il ritrovamento di un fossile della catena evolutiva”.
Dal 1956 al 1964 condusse la trasmissione di divulgazione “L’amico degli animali” insieme ad Angelo Lombardi, per poi lavorare anche nella Tv dei ragazzi.
La prima donna al Tg e le grandi telecronache
Fu lei la prima donna a condurre il Tg del pomeriggio sul Canale Nazionale Rai e, dal 1976, il nuovo Tg1 delle 13.30, segnando una svolta storica in un contesto televisivo ancora fortemente maschile.
Con grande umiltà, ricordava però che il primo Tg delle 20 condotto da una donna fu quello di Lilli Gruber. Di sé diceva: “Mi truccavo al volo sulla scrivania per andare in onda: i truccatori li avevano le attrici e le annunciatrici, io ero pur sempre una giornalista del TG”.
Nel corso della sua carriera realizzò importanti telecronache, tra cui quella del matrimonio di Carlo e Diana, e intervistò personalità internazionali come Sophia Loren e Mikhail Gorbaciov.
Il volto della moda italiana in Tv
Dopo il pensionamento nel 1989, rimase in Rai fino al 1994 curando il settimanale televisivo “Moda”, diventando nel tempo una delle giornaliste simbolo della moda italiana.
Seguì l’evoluzione del settore fin dagli esordi: “La moda italiana è nata nel 1950 a Firenze con le sfilate a Palazzo Pitti; prima esisteva solo quella francese”, raccontava. Assistette alla nascita e all’affermazione di stilisti come Armani, Ferrè e Versace, accompagnando lo spostamento delle sfilate da Firenze a Milano, poi verso Londra e New York.
La sua analisi andava oltre l’abito: studiò la moda come fenomeno sociale, culturale e simbolico, tenendo seminari nelle università di Madrid, Firenze e Bologna. È stata anche autrice di due libri, tra cui “Che mi metto” (1987), che ottenne particolare successo.
Una carriera lunga quarant’anni
Quarant’anni in Rai, una vita dedicata all’informazione e alla divulgazione, attraversando la trasformazione della televisione italiana dalle origini in bianco e nero all’epoca delle grandi reti generaliste.
Per i suoi 90 anni era stata insignita del Premio San Giusto d’Oro dalla sua Trieste natale.
Con la scomparsa di Bianca Maria Piccinino si chiude una pagina fondamentale del giornalismo italiano: quella di una professionista che ha aperto la strada alle donne nei telegiornali, mantenendo sempre uno stile rigoroso, elegante e profondamente umano.

