Leggere con attenzione l’etichetta degli alimenti è un gesto semplice ma fondamentale per la tutela della salute. Tra le informazioni più importanti c’è la data di scadenza, che non va sottovalutata, soprattutto per alcune categorie di prodotti più deperibili.

A fare chiarezza è Antonella Maugliani, prima ricercatrice del Dipartimento Sicurezza alimentare, nutrizione e sanità pubblica veterinaria dell’Istituto Superiore di Sanità (Iss), intervistata da Adnkronos Salute. L’esperta ricorda che per determinati alimenti è necessario rispettare rigorosamente la data indicata, perché il rischio di contaminazioni batteriche invisibili può essere elevato.Leggere con attenzione l’etichetta degli alimenti è un gesto semplice ma fondamentale per la tutela della salute. Tra le informazioni più importanti c’è la data di scadenza, che non va sottovalutata, soprattutto per alcune categorie di prodotti più deperibili.

“Da consumare entro”: attenzione ai prodotti freschi

Una delle diciture più comuni sulle confezioni è “da consumare entro”, seguita da giorno e mese. Si tratta di un’indicazione che riguarda soprattutto alimenti freschi e facilmente deperibili come:

  • Latte
  • Yogurt
  • Formaggi freschi
  • Carne
  • Pesce

In questi casi, spiega Maugliani, è importante non superare la data indicata, anche solo di un giorno. Non bisogna affidarsi a vista o olfatto per stabilire se un alimento sia ancora buono: molti batteri non alterano immediatamente odore o aspetto e possono causare tossinfezioni alimentari.

La data riportata, sottolinea l’esperta, non è casuale ma frutto di test effettuati dall’azienda produttrice nel rispetto della normativa sulla sicurezza alimentare.

“Da consumarsi preferibilmente entro”: cos’è il Tmc

Diverso è il significato della dicitura “da consumarsi preferibilmente entro”, meglio definita come Tmc (Tempo minimo di conservazione).

Questa indicazione riguarda la qualità del prodotto e non la sua sicurezza immediata. Significa che, se correttamente conservato e non ancora aperto, l’alimento può essere consumato anche dopo la data riportata, pur potendo aver perso freschezza, sapore o fragranza.

Tra i prodotti interessati rientrano, ad esempio:

  • Pasta e riso
  • Cibi in scatola
  • Snack confezionati
  • Tonno in scatola

In questi casi vale la regola del buon senso. Una volta aperta la confezione, è necessario verificare consistenza, odore e aspetto. Se il prodotto presenta anomalie rispetto alle caratteristiche abituali, meglio evitare il consumo.

Un esempio pratico fornito dall’esperta: una scatoletta di tonno ben conservata può essere consumata anche oltre la data indicata, perfino dopo un anno, purché integra e correttamente stoccata.

Sicurezza alimentare anche a casa

Maugliani è responsabile scientifica del progetto “Sicurezza alimentare a casa”, iniziativa che monitora la percezione del tema online con l’obiettivo di migliorare la comunicazione e supportare i consumatori nelle scelte quotidiane, anche attraverso strumenti digitali dedicati.

Il messaggio è chiaro: conoscere la differenza tra scadenza e Tmc, conservare correttamente gli alimenti e non sottovalutare le indicazioni in etichetta sono azioni fondamentali per prevenire rischi per la salute. Perché, quando si parla di batteri invisibili, la prevenzione resta la migliore alleata.

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