La notizia è arrivata stamattina, 18 marzo 2026, dal Salone Spadolini del Ministero della Cultura: Ancona è la Capitale Italiana della Cultura 2028. Il Ministro Alessandro Giuli, aprendo la busta davanti alla delegazione marchigiana guidata dal sindaco Daniele Silvetti, ha sancito il successo di un percorso ambizioso che ha visto la città dorica primeggiare su una agguerrita rosa di finaliste.
Con il dossier “Ancona. Questo adesso”, la città ha saputo declinare il concetto di contemporaneità legandolo alle sue radici millenarie di porto aperto, crocevia tra Occidente e Oriente.
Il Dossier vincente: “Ancona. Questo adesso”
La proposta dorica non si è limitata a una celebrazione del passato, ma ha puntato su una visione “urgente” della cultura come motore di rigenerazione urbana e sociale:
- Infrastrutture e Mare: Il progetto prevede la riqualificazione di spazi industriali e portuali (come il Porto Antico e la Mole Vanvitelliana) per trasformarli in centri di produzione artistica e tecnologica.
- Sostenibilità e Futuro: Un forte accento è stato posto sulla cultura dell’ambiente e sulla resilienza delle città costiere di fronte alle sfide climatiche.
- Inclusione: “Questo adesso” richiama la necessità di una cultura accessibile, che parli alle nuove generazioni e alle comunità migranti che storicamente abitano lo scalo dorico.
Il premio e l’impatto economico
Oltre al prestigioso titolo, Ancona riceverà dal Ministero della Cultura un contributo di 1 milione di euro. Questa somma farà da volano per ulteriori investimenti pubblici e privati (stimati in oltre 10 milioni di euro tra sponsorizzazioni e fondi regionali) destinati a:
- Eventi Internazionali: Un calendario di 365 giorni di mostre, concerti e festival.
- Turismo: Si prevede un incremento del flusso turistico del 30% per l’anno della manifestazione, con ricadute dirette su hotel, ristorazione e commercio.
- Digitalizzazione: Potenziamento dei percorsi museali attraverso realtà aumentata e intelligenza artificiale.
Le tappe verso il 2028
Ancona raccoglierà il testimone da Gallipoli (Capitale 2027), succedendo a un albo d’oro che negli ultimi anni ha visto protagoniste città come Agrigento (2025) e L’Aquila (2026). I prossimi mesi saranno dedicati alla creazione della Fondazione Ancona 2028, l’ente che dovrà gestire operativamente il budget e il fitto calendario di appuntamenti.

