Un netto rifiuto da parte del mondo scolastico alla proposta di rivedere il calendario delle lezioni. Secondo un sondaggio online de La Tecnica della Scuola, che ha coinvolto circa 1.200 lettori, il 95% degli insegnanti si è dichiarato contrario all’ipotesi – avanzata dalla ministra del Turismo, Daniela Santanchè – di ridurre le vacanze estive per distribuire più pause durante l’anno, sul modello di alcuni Paesi europei.

Il dato, particolarmente significativo perché la maggior parte delle risposte è arrivata da docenti, seguiti da genitori, studenti e dirigenti, evidenzia una chiara distanza tra la proposta politica e le priorità percepite all’interno delle scuole.

La critica principale è riassunta dal commento di un insegnante: “La scuola non può essere piegata alle esigenze del turismo”. Molti sottolineano la necessità di risolvere prima problemi strutturali e organizzativi, come scrutini, esami e programmazione.

Un altro punto di forte contrarietà riguarda le condizioni climatiche e strutturali degli edifici. Alla domanda se le scuole siano attrezzate per le lezioni a settembre inoltrato e a fine giugno, quasi tutti i partecipanti (oltre 1.150) hanno risposto negativamente. Docenti e genitori segnalano l’assenza di condizionatori e l’invivibilità delle aule con il caldo, con osservazioni come: “Con il caldo i ragazzi non apprendono e stanno male”. Anche gli studenti esprimono perplessità, sostenendo che allungare l’anno scolastico non migliorerebbe la qualità della didattica.

Il tema della riforma del calendario non è nuovo e negli ultimi anni ha visto proposte contrapposte, dal posticipo dell’inizio delle lezioni per motivi climatici all’introduzione di brevi vacanze intermedie. Allo stato attuale, l’ipotesi di modifica sembra destinata a un lungo e complesso confronto, senza un immediato sbocco normativo.

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