Il ciclone Harry ha investito con forza il Sud Italia, lasciando dietro di sé scenari di forte criticità, danni ingenti e disagi diffusi in Calabria, Sicilia e Sardegna. Il fenomeno atmosferico, caratterizzato da piogge torrenziali, venti forti e mareggiate, ha spinto il Governo a convocare per lunedì prossimo un Consiglio dei ministri dedicato alla dichiarazione dello stato di emergenza per le aree colpite e all’adozione delle prime risorse per fronteggiare l’emergenza.
Meloni: stato di emergenza e primi stanziamenti
La premier Giorgia Meloni ha presieduto nel pomeriggio di oggi una riunione presso la sede della Protezione Civile a Roma per fare il punto sui danni provocati dal ciclone Harry e coordinare la risposta del Governo. In vista del CdM di lunedì è prevista la dichiarazione dello stato di emergenza nei territori più colpiti, con una prima tranche di risorse destinate alle necessità immediate e ai ristori per le comunità colpite dal maltempo.
All’incontro hanno partecipato, tra gli altri, il ministro Nello Musumeci (Protezione Civile), i presidenti delle Regioni Calabria, Sicilia e Sardegna e il capo del Dipartimento della Protezione Civile, Fabio Ciciliano, a testimonianza della stretta collaborazione istituzionale in corso.
Una perturbazione severa con piogge record
Secondo le valutazioni della Protezione Civile, l’evento meteorologico che ha interessato la Calabria è stato di portata “secolare”, con precipitazioni eccezionali: in alcune stazioni sono stati registrati fino a 570 millimetri di pioggia in 48 ore, accumuli confrontabili con metà della media annua in soli due giorni.
A queste piogge si sono aggiunte mareggiate violente e venti con raffiche oltre i 100 km/h, che hanno ulteriormente aggravato la situazione lungo le coste ioniche e tirreniche.
Danni, blackout e interventi dei soccorsi
Il ciclone ha provocato danni diffusi alle infrastrutture, alla viabilità e ai servizi pubblici, con migliaia di famiglie rimaste senza energia elettrica per ore. In Sicilia e Sardegna sono stati attivati numerosi interventi di messa in sicurezza, mentre i Vigili del Fuoco hanno effettuato oltre 2.800 operazioni di soccorso tra le province più colpite.
Le prime stime parlano di danni ingenti per centinaia di milioni di euro solo in Sicilia, con infrastrutture, attività produttive e abitazioni danneggiate dal maltempo che sta mettendo a dura prova le comunità locali.
Le parole di Musumeci e le prossime fasi
Il ministro Musumeci ha sottolineato la necessità di guardare oltre l’emergenza contingente: “Dobbiamo ricostruire pensando che un ciclone tornerà”, ha dichiarato, evidenziando l’importanza di interventi strutturali e di lungo periodo per rendere i territori più resilienti ai fenomeni atmosferici estremi.
Le autorità hanno sottolineato la efficace attivazione dei piani di Protezione Civile e l’assenza, fino ad ora, di vittime confermate nonostante l’intensità del maltempo, attribuibile anche alle misure preventive e agli allertamenti tempestivi diramati nei giorni precedenti.

