Due maestri, due epoche, una sola ossessione: rendere visibile l’energia che pulsa sotto la materia. È stata inaugurata lo scorso 15 aprile al Museo del Louvre la mostra “Michelangelo e Rodin – Corps vivants”, un evento espositivo che sta già attirando l’attenzione della critica internazionale e che rimarrà aperto fino al 20 luglio.

Curata da Chloé Ariot (Musée Rodin) e Marc Bormand (Louvre), l’esposizione celebra il settantesimo anniversario del gemellaggio tra Roma e Parigi, mettendo in “dialogo” il genio del Rinascimento italiano con il padre della scultura moderna.

Il percorso: cinque sezioni tra spirito e materia

La mostra non si limita a una semplice parata di capolavori, ma indaga le sfide concettuali che accomunano i due giganti. Il percorso si snoda attraverso cinque aree tematiche:

  1. Due artisti mitici: La costruzione del genio.
  2. Natura e Antichità: Il recupero del classico come base per la rivoluzione.
  3. Reinventare il modello: Il corpo umano come centro dell’universo.
  4. Non finito: Il fascino della materia grezza che imprigiona la figura.
  5. Corpo e anima, Energia e vita: La scultura come pelle dell’anima.

Lungo le rive della Senna sono stati riuniti marmi, bronzi, gessi, terrecotte e una preziosa selezione di disegni, offrendo uno sguardo completo su come il corpo appaia, in entrambi, come “materia viva, sottoposta al tempo e al gesto”.

La forza del “Non Finito”

Uno dei punti di maggior tensione della mostra è il confronto sul concetto di incompiuto. Se per Michelangelo il non finito era spesso una lotta tragica per liberare l’anima dalla pietra, per Rodin diventa una scelta stilistica consapevole, un modo per dare dinamismo e modernità alla forma.

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