Il settore delle costruzioni in Italia ha registrato negli ultimi anni una crescita significativa, ma non ancora accompagnata da un analogo rafforzamento della produttività. È quanto emerge dal Rapporto strategico 2026 della Community Smart Building di Teha Group – The European House Ambrosetti, che fotografa un comparto sostenuto soprattutto dagli incentivi e dagli investimenti pubblici.

Tra il 2016 e il 2024, il Pil delle costruzioni è cresciuto del 51,5%. Nello stesso periodo, però, la produttività è aumentata in misura molto più contenuta, fermandosi al 20,9%, con una flessione registrata nel 2024. Il dato segnala una crescita dei volumi non pienamente tradotta in maggiore efficienza del sistema.

Secondo il rapporto, la fase espansiva è stata trainata in larga parte da Superbonus e Pnrr, ma il vantaggio prodotto dagli incentivi non si è ancora consolidato in modo strutturale. Una volta ridotto l’effetto delle misure straordinarie, il settore sarà chiamato a misurarsi soprattutto con la capacità di innovare, aumentare la produttività e rafforzare la propria competitività.

Il quadro più recente mostra già alcuni segnali di rallentamento. In base ai dati richiamati dal rapporto, il settore delle costruzioni ha registrato a livello nazionale un calo del 2,1% del valore della produzione e del 2,9% degli investimenti tra il 2024 e il 2025. Senza il contributo del Pnrr e delle opere pubbliche comunali, la crescita dovrà quindi poggiare su basi diverse rispetto al passato.

Il tema riguarda anche l’Europa. Pur rappresentando uno dei principali pilastri industriali dell’Unione, il comparto delle costruzioni continua a mostrare un ritardo strutturale in termini di produttività e capacità di innovazione. A pesare è anche la forte frammentazione della filiera, composta per circa il 95% da piccole e medie imprese, una caratteristica che rende più difficile raggiungere economie di scala e recuperare efficienza.

A questo si aggiungono l’aumento del costo del lavoro, stimato intorno al 5% annuo nell’area euro, e investimenti ancora limitati in ricerca e sviluppo. Nonostante il settore conti oltre 27 milioni di occupati, 6,5 milioni di imprese e circa il 12% del valore generato nell’Unione Europea, resta l’unico comparto industriale a non aver ancora recuperato pienamente i livelli precedenti alla pandemia.

Tra il 2015 e il 2023, il fatturato europeo delle costruzioni è passato da 1,33 a 2,31 trilioni, con un incremento del 73,7%, sostenuto soprattutto dai piani di ripresa e dagli incentivi. Tuttavia, il rapporto tra valore aggiunto e fatturato è rimasto sostanzialmente stabile, intorno al 30%, confermando che l’aumento dei volumi non si è tradotto in un salto qualitativo del sistema produttivo.

In occasione della presentazione del rapporto, Teha Group ha lanciato anche ConTech Hub, una nuova community tematica dedicata alla Construction Technology. L’obiettivo è accompagnare la trasformazione del settore dello smart building e offrire alle imprese strumenti utili per affrontare una fase che richiederà più innovazione, digitalizzazione e capacità di adattamento.

Il messaggio che arriva dal rapporto è chiaro: la stagione degli incentivi ha sostenuto il comparto, ma il futuro delle costruzioni dipenderà dalla capacità di trasformare la crescita in efficienza, qualità e innovazione stabile.

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