La produzione nelle costruzioni continua a rallentare. A marzo 2026, secondo le stime diffuse dall’Istat, l’indice destagionalizzato registra una diminuzione dello 0,7% rispetto al mese di febbraio, segnando il quinto calo consecutivo e raggiungendo il livello più basso da agosto 2025.
Il dato conferma una fase di debolezza per il comparto, che mostra segnali negativi anche su base trimestrale. Nella media del primo trimestre 2026, infatti, la produzione nelle costruzioni risulta in calo del 2% rispetto ai tre mesi precedenti.
Più articolata la lettura su base annua. A marzo, l’indice grezzo registra un aumento del 4,4% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, ma il dato risente anche del calendario, con un giorno lavorativo in più nel 2026. L’indice corretto per gli effetti di calendario mostra invece una lieve flessione dello 0,2%.
Nel complesso del primo trimestre, l’indice grezzo cresce dello 0,4%, mentre quello corretto per gli effetti di calendario segna un incremento più contenuto, pari allo 0,1% rispetto allo stesso periodo del 2025.
I numeri fotografano dunque un settore che, pur mantenendo una sostanziale tenuta nel confronto annuo, evidenzia difficoltà nella dinamica più recente. La sequenza di cinque flessioni consecutive indica un rallentamento congiunturale che pesa sull’andamento del comparto e che sarà da monitorare nei prossimi mesi, anche alla luce dell’evoluzione degli investimenti, dei costi e delle condizioni generali del mercato edilizio.

