Il sacerdote noto sui social come don Alberto Ravagnani ha ufficializzato la sua decisione di sospendere il ministero presbiterale e lasciare il sacerdozio, con effetto immediato.

La notizia è stata diffusa dall’Arcidiocesi di Milano attraverso una nota del vicario generale, monsignor Franco Agnesi, che invita la comunità di fedeli a vivere questo momento come “occasione di preghiera e di affidamento al Signore”.

Nato a Brugherio (Monza e Brianza) nel 1993 e ordinato sacerdote nel 2018, Ravagnani era diventato una figura di riferimento per molti giovani cattolici grazie alla sua presenza online, con profili social seguiti da centinaia di migliaia di persone. Il sacerdote ha raggiunto notorietà con video e contenuti su Instagram e YouTube, in cui si rivolgeva soprattutto ai giovani con un linguaggio diretto e contemporaneo, spesso lontano dai codici tradizionali del clero.

Nella comunicazione ufficiale diffusa dalla diocesi, si specifica che don Ravagnani non è più in servizio come Vicario Parrocchiale né come collaboratore della Pastorale Giovanile. La nota sottolinea la sofferenza che tale scelta può provocare in molte persone, esortando la comunità parrocchiale e diocesana a continuare ad accompagnare coloro che hanno condiviso percorsi educativi, liturgici e spirituali insieme all’ex sacerdote. In particolare, viene confermato che nella Parrocchia di San Gottardo al Corso, a Milano, continuerà l’appuntamento di adorazione eucaristica del giovedì sera, ritenuto importante per molti giovani.

Secondo quanto riferito dallo stesso Ravagnani in brevi dichiarazioni pubblicate sui propri canali social, la decisione è frutto di una riflessione prolungata e complessa, e l’ex sacerdote intende spiegare le ragioni della sua scelta con maggior dettaglio in un video su YouTube nei prossimi giorni. In un breve messaggio ha detto di essere “sereno” e di desiderare di continuare a seguire la sua vocazione e fare del bene, pur non celebrando più la messa né indossando l’abito talare.

Ravagnani era noto agli utenti anche per aver utilizzato i social per raggiungere un pubblico giovane, ed era stato tra i protagonisti del primo Giubileo degli influencer cattolici tenutosi a Roma nel 2025. Negli ultimi mesi la sua presenza mediatica aveva suscitato dibattiti, in particolare dopo la pubblicazione di contenuti sponsorizzati legati a un marchio di integratori, che avevano attirato critiche da parte di alcuni fedeli e osservatori.

La notizia del suo addio al sacerdozio ha suscitato reazioni diverse, sia tra chi ha apprezzato i suoi contenuti innovativi che tra chi ritiene che la comunicazione ecclesiale richieda modalità e linguaggi più tradizionali. La decisione, ufficializzata con la nota diocesana nei giorni scorsi, segna una svolta significativa per una figura che in pochi anni era diventata uno dei volti più visibili della “Chiesa digitale” italiana.

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