La raffinata ceramica etrusca incontra l’avanguardia del restauro nel cuore di Firenze. Da ieri, il Museo dell’Opificio delle Pietre Dure ospita una selezione di cinque vasi provenienti dal celebre Museo Archeologico Mario Guarnacci di Volterra. L’iniziativa si inserisce nella rassegna “Caring for Art. Restauri in mostra”, un format ideato per permettere al grande pubblico di osservare da vicino i risultati degli interventi conservativi d’eccellenza.
Il Tesoro di Volterra: dal IV al III secolo a.C.
I reperti in mostra, tutti provenienti dalle necropoli ellenistiche volterrane, rappresentano due delle produzioni più prestigiose dell’artigianato etrusco:
- Il Gruppo di Malacena: Rappresentato da due imponenti crateri a calice. Questi pezzi si distinguono per una vernice nero-bluastra dalla lucentezza metallica e per ricercate decorazioni plastiche che testimoniano l’altissimo livello tecnico raggiunto dalle officine dell’epoca.
- Ceramica a Figure Rosse: Una selezione di vasi che mostrano la maestria narrativa e decorativa etrusca nel periodo di massimo splendore delle città della dodecapoli.
Il Restauro come Racconto: “Caring for Art”
L’esposizione non è solo una vetrina di antichità, ma il coronamento di un accordo di studio e valorizzazione tra l’Opificio e il Museo Guarnacci.
“Questa scelta,” sottolinea Emanuela Daffra, soprintendente dell’Opificio delle Pietre Dure, “permette di apprezzare la raffinatezza esecutiva del vasellame, ma anche di leggerne la storia più recente, quella del recupero e della conservazione”.
Il percorso espositivo guida il visitatore attraverso le fasi del restauro, spiegando come gli esperti fiorentini siano riusciti a restituire leggibilità e stabilità a reperti millenari, preservandone la “pelle” originale e le decorazioni più fragili.

