La carenza di immobili destinati alla locazione a medio e lungo termine non può essere imputata alla crescita degli affitti brevi turistici. È quanto afferma la Fimaa – Federazione italiana mediatori agenti d’affari, nella memoria depositata in vista dell’audizione sulla manovra economica davanti alla commissione Bilancio del Senato, sottolineando la necessità di una riforma strutturale della politica abitativa italiana.
Gli affitti brevi rappresentano meno del 2% del mercato
Secondo la Federazione, gli affitti brevi incidono per meno del 2% del totale delle abitazioni italiane, una quota troppo ridotta per giustificare la scarsità di case disponibili in affitto stabile.
«Il vero problema – si legge nella memoria – risiede nelle oltre 9,5 milioni di abitazioni vuote, lasciate sfitte dai proprietari a causa di una fiscalità eccessiva, contratti poco flessibili, rischi di morosità e danni e, in generale, una normativa che non tutela chi affitta».
Per Fimaa, il blocco dell’offerta è il risultato di un sistema che scoraggia i proprietari e impedisce la rimessa sul mercato di un patrimonio immobiliare enorme ma inutilizzato.
Critiche all’aumento della cedolare secca sugli affitti brevi
La Federazione giudica inoltre “irragionevole e fortemente discriminatoria” la misura della Legge di Bilancio 2025 che ha innalzato la cedolare secca dal 21 al 26% per gli affitti brevi.
«Una scelta che rischia di produrre effetti contrari agli obiettivi dichiarati dal legislatore – si legge nel documento – generando un impatto negativo sui conti pubblici e incentivando comportamenti elusivi anziché contrastarli».
Disparità tra portali digitali e mediatori immobiliari
La Fimaa evidenzia anche la necessità di distinguere tra portali digitali di intermediazione e mediatori immobiliari professionali, oggi sottoposti allo stesso trattamento normativo.
Due figure profondamente diverse per responsabilità e funzioni, ma regolate da un impianto legislativo uniforme che, secondo la Federazione, penalizza il lavoro regolare e favorisce l’abusivismo digitale.
Le misure accolte positivamente e le proposte del settore
Nel documento, Fimaa accoglie positivamente alcune misure contenute nella manovra: il fondo per la casa destinato ai genitori separati, la proroga dei bonus per le ristrutturazioni, il rafforzamento delle risorse per il disagio abitativo e il nuovo Piano Casa.
Tra le proposte avanzate, la Federazione rilancia la cedolare secca anche per gli immobili ad uso commerciale, una misura che favorirebbe la rivitalizzazione dei centri urbani e il sostegno al commercio di prossimità.
Verso una politica della casa più equa
Per Fimaa Italia, il rilancio del mercato immobiliare passa da una riforma della fiscalità e da norme più equilibrate che incoraggino i proprietari a rimettere sul mercato le abitazioni oggi vuote.
«Il vero Piano Casa – sottolinea la Federazione – inizia quando si riaccendono le luci nelle case lasciate sfitte. È su questo che bisogna agire se vogliamo garantire un futuro sostenibile al mercato dell’abitare».

