Vent’anni di orgoglio Unesco e un motto che invita alla responsabilità collettiva: “Condividere è proteggere”. Genova si prepara ai Rolli Days di primavera 2026 con un’edizione storica che, oltre ai classici palazzi di via Garibaldi, aprirà le porte di siti rimasti inaccessibili per secoli.
La rassegna, promossa dal Comune di Genova, celebra il sistema delle Strade Nuove e dei Palazzi dei Rolli (iscritti nella lista Unesco nel 2006) trasformando la città in un museo diffuso animato da oltre cento giovani divulgatori scientifici.
Le novità assolute: tesori nascosti e restauri
L’edizione 2026 si distingue per l’apertura di siti finora chiusi al pubblico o recentemente riqualificati:
- La Grotta Doria Pavese: Per la prima volta, grazie a un intervento del Ministero della Cultura, i visitatori potranno accedere a questo straordinario esempio di “grotta artificiale” cinquecentesca, un tempo parte dei sontuosi giardini aristocratici e simbolo del gusto per la meraviglia del Siglo de los Oro.
- La Badia di Sant’Andrea a Cornigliano: Un tempo monastero, oggi sede del nuovo convitto giovanile del Genoa Cfc, il complesso si rivela al pubblico dopo un importante restauro. La vera sorpresa è la presenza di opere di Bertel Thorvaldsen, lo scultore danese che fu il grande rivale di Canova.
- Focus sul Centro Storico: L’itinerario si sposta dai viali monumentali ai vicoli, aprendo le porte di Palazzo Brancaleone Grillo, Palazzo Bernardo e Giuseppe de Franchi e Palazzo Domenico Grillo, permettendo di scoprire cicli di affreschi e strutture architettoniche raramente visibili.
I numeri e la mediazione culturale
A guidare il pubblico non saranno semplici guide, ma 102 mediatori culturali provenienti da tutta Italia. “Puntiamo a formare figure professionali capaci di raccontare la nostra identità”, ha spiegato il curatore Giacomo Montanari. Secondo la sindaca Silvia Salis e l’assessora al Turismo Tiziana Beghin, l’evento è ormai il principale volano per il posizionamento internazionale di Genova come capitale d’arte.

