Una ondata di gelo eccezionale sta colpendo gran parte degli Stati Uniti, mettendo in ginocchio infrastrutture, trasporti e servizi essenziali. Il bilancio provvisorio parla di almeno 10 vittime, oltre un milione di persone senza corrente elettrica e intere metropoli paralizzate da neve e ghiaccio, in uno scenario che molti definiscono senza precedenti per estensione e intensità.

Dal Texas alla Carolina del Nord, fino alle grandi città della costa Est come New York, Filadelfia, Boston e Washington, le autorità hanno invitato la popolazione a rimanere in casa ed evitare qualsiasi spostamento non strettamente necessario. «Evitate di mettervi in viaggio salvo assoluta necessità», ha scritto su X la Divisione per la gestione delle emergenze del Texas, mentre stati e contee hanno attivato i piani di emergenza.

La tempesta di neve, che nelle ultime ore si è spostata verso nord-est, ha portato nevicate abbondanti anche in aree densamente popolate, causando la chiusura di scuole, uffici pubblici e attività commerciali. A Washington marciapiedi e strade sono stati ricoperti da diversi centimetri di neve e lo stato di emergenza è stato dichiarato. Il presidente Donald Trump, intervenendo sulla piattaforma Truth Social, ha assicurato il monitoraggio costante della situazione invitando i cittadini a «restare al sicuro e al caldo».

Pesantissime le ripercussioni sul traffico aereo: gli aeroporti di Washington, Filadelfia e New York hanno operato a ritmo ridotto o sono rimasti quasi fermi. Secondo i dati di FlightAware, dal fine settimana sono stati cancellati oltre 19 mila voli, mentre migliaia hanno registrato ritardi, lasciando bloccati passeggeri in tutti gli Stati Uniti.

Le immagini e i video diventati virali sui social mostrano autostrade impraticabili, auto intrappolate nel ghiaccio e città trasformate in distese bianche, con scene di traffico completamente paralizzato anche in contesti urbani solitamente poco esposti a nevicate così intense.

Alla base del fenomeno c’è la deformazione del vortice polare, una vasta massa di aria gelida che normalmente ruota attorno al Polo Nord e che, in questa occasione, si è spinta molto più a sud del consueto. L’afflusso di aria artica ha provocato un crollo repentino delle temperature, con valori percepiti che, secondo le autorità, potrebbero raggiungere i –45 gradi centigradi in alcune aree, in particolare nelle Grandi Pianure settentrionali e nelle regioni centrali del Paese.

Gli esperti avvertono che il freddo potenzialmente letale potrebbe persistere fino a una settimana dopo il passaggio della tempesta, con un rischio elevato di congelamenti in pochi minuti per chi si espone all’aperto. Sullo sfondo, il dibattito scientifico resta aperto: molti climatologi ritengono che la crescente frequenza di eventi estremi di questo tipo possa essere collegata al cambiamento climatico, pur riconoscendo il ruolo della variabilità naturale.

Intanto, gli Stati Uniti fanno i conti con una delle più dure “bombe artiche” degli ultimi anni, mentre le autorità continuano a raccomandare prudenza e attenzione in attesa di un graduale miglioramento delle condizioni meteo.

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