Alphabet, la società madre di Google, sta preparando una emissione obbligazionaria di lunghissimo termine, potenzialmente con scadenza a 100 anni, per finanziare i massicci investimenti in intelligenza artificiale e infrastrutture correlate.
Secondo quanto riportato dal Financial Times citando fonti vicine all’operazione, Alphabet è al lavoro su una maxi-offerta in più tranche che includerebbe strumenti in sterline e potrebbe coinvolgere anche un’emissione in franchi svizzeri.
Il ruolo dei bond centenari nel piano di finanziamento
L’ipotesi di un bond centenario — definito nel gergo finanziario “Matusalemme” — è rara nel settore tecnologico, dove la maggior parte delle società emette strumenti con scadenze fino a 30-40 anni. Tra le poche eccezioni, IBM ha collocato un titolo simile già nel 1996. Nel Regno Unito, emissioni centenarie sono state portate avanti in passato da istituzioni come il Wellcome Trust e società come EDF, ma restano uno strumento di nicchia rispetto alla dimensione complessiva dei mercati del debito.
L’emissione si inserisce in un contesto in cui le grandi aziende tech stanno cercando di reperire risorse per sostenere i costi elevati dell’AI, stimati in centinaia di miliardi di dollari nei prossimi anni. Secondo le stime di mercato, gruppi tecnologici e fornitori investiranno quasi 700 miliardi di dollari in infrastrutture legate all’intelligenza artificiale, inclusa la costruzione di data center su larga scala.
Emissioni recenti e trend dei mercati obbligazionari
Alphabet non è nuova alle operazioni sui mercati obbligazionari. A novembre 2025 la società ha emesso 17,5 miliardi di dollari di titoli negli Stati Uniti, includendo un’obbligazione con scadenza a 50 anni — uno dei titoli corporate più longevi mai collocati nel settore tech — e ha raccolto anche 6,5 miliardi di euro sul mercato europeo. Nello stesso periodo, un’altra grande società tech come Oracle ha raccolto 25 miliardi di dollari da un’unica offerta, supportata da ordini complessivi per oltre 125 miliardi di dollari.
Alphabet ha annunciato nel terzo trimestre 2025 ricavi annui superiori ai 400 miliardi di dollari e ha dichiarato l’intenzione di investire fino a 185 miliardi di dollari nel 2026 per potenziare le attività legate all’AI, in particolare la piattaforma Gemini e la relativa infrastruttura.
Bond centenari e strumenti a lungo termine: cosa cambia per gli investitori
I bond a 100 anni rientrano nella categoria degli strumenti a lunghissimo termine, spesso accompagnati da cedole più elevate rispetto alle scadenze tradizionali, ma con rischi proporzionalmente maggiori. Sebbene difficili da confrontare con i titoli a breve o medio termine, questi strumenti possono offrire cedole attraenti e un profilo di rendimento stabile per investitori istituzionali e privati orientati al lungo periodo.
Va però ricordato che perfino nei bond secolari le società possono includere clausole che consentono il rimborso anticipato dopo un certo numero di anni (spesso una decade o poco più), riducendo di fatto l’esposizione dell’investitore alla sola scadenza finale. In alternativa, l’investitore interessato a uscire prima dell’investimento deve affidarsi alle quotazioni di mercato, che possono essere molto volatili rispetto al prezzo d’acquisto.
Perché Google guarda a strumenti così lunghi
La scelta di esplorare bond centenari riflette la duplice esigenza di finanziarsi a costi competitivi e di allungare la durata del debito in un contesto di mercati dei capitali in evoluzione. Con i tassi globali che rimangono relativamente elevati rispetto ai decenni precedenti e la competizione per le risorse necessarie alla crescita tecnologica, strumenti come i bond Matusalemme possono offrire alle aziende una maggiore visibilità finanziaria sul lungo periodo.
L’eventuale emissione di Alphabet, se confermata, segnerebbe un altro passo significativo nell’uso innovativo dei mercati obbligazionari da parte delle società tecnologiche, in un momento in cui la corsa all’intelligenza artificiale è diventata uno dei pilastri della strategia competitiva globale.

