Durante l’Angelus, il Papa ha espresso la sua vicinanza alle popolazioni colpite da alluvioni e frane in diverse aree del mondo, assicurando la preghiera per Portogallo, Marocco, Spagna e per l’Italia meridionale, con un riferimento particolare a Niscemi, in Sicilia. Il Pontefice ha invitato le comunità coinvolte a restare unite e solidali, sottolineando l’importanza del sostegno reciproco nei momenti di emergenza.
Sul piano internazionale, il Papa ha poi manifestato “dolore e preoccupazione” per i recenti attacchi contro varie comunità in Nigeria, che hanno causato numerose vittime. Ha espresso la sua vicinanza orante a tutte le persone colpite dalla violenza e dal terrorismo, auspicando che le autorità continuino a operare con determinazione per garantire la sicurezza e la tutela della vita di ogni cittadino.
Prima della recita dell’Angelus, il Pontefice ha ricevuto in udienza il personale della floreria e dell’ufficio edilizia del Vaticano, ringraziandoli per il lavoro svolto, in particolare durante l’anno del Giubileo appena concluso. Nel suo intervento ha sottolineato il valore del decoro, della sicurezza e della cura degli spazi vaticani, ricordando come la Basilica di San Pietro debba essere custodita anzitutto come luogo di contemplazione e raccoglimento spirituale, mentre Piazza San Pietro rappresenta il simbolo dell’accoglienza della Chiesa verso il mondo.
Infine, la Sala Stampa della Santa Sede ha smentito le indiscrezioni su un possibile viaggio del Papa nel suo Paese d’origine, precisando che non è previsto alcun viaggio negli Stati Uniti nel 2026.

