Il Ramadan 2026 – il nono mese del calendario islamico, durante il quale i fedeli musulmani osservano il digiuno dall’alba al tramonto – inizierà ufficialmente mercoledì 18 febbraio (con possibile conferma attraverso l’osservazione della luna crescente). La durata di questo periodo sacro sarà di circa 29‑30 giorni, con conclusione prevista tra il 19 e il 20 marzo, in base all’avvistamento della prima falce di luna.

Quando inizia e come viene stabilita la data

Il calendario islamico è luna­re, quindi ogni mese comincia con la comparsa del primo spicchio di luna nuova visibile nel cielo. Per determinare l’inizio del Ramadan nel 2026, è stata programmata un’osservazione astronomica della luna crescente, prevista dalle 17:20 del 17 febbraio, con l’impiego di strumenti ottici e la collaborazione tra il Centro Islamico Culturale d’Italia – Grande Moschea di Roma, l’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF) e l’Unione Astrofili Italiana (UAI). Anche le condizioni meteorologiche locali possono influenzare l’osservazione, e per alcune comunità musulmane è valida la data stabilita dalla Corte Suprema dell’Arabia Saudita.

In cosa consiste il Ramadan

Il Ramadan è un mese di digiuno (sawm), preghiera, riflessione spirituale e solidarietà rivolto a circa 2 miliardi di musulmani nel mondo. Durante questo periodo i fedeli:

  • si astengono dal cibo e dalle bevande dall’alba al tramonto;
  • evitano atti immorali e si dedicano alla preghiera, alla lettura del Corano e alla carità verso i bisognosi;
  • vivono un tempo di autocontrollo, disciplina e maggiore consapevolezza spirituale.

Il digiuno quotidiano inizia con il pasto dell’alba chiamato suhur, seguito dalla preghiera del Fajr. Alla sera, al tramonto, con il pasto di rottura del digiuno chiamato iftar, viene poi recitata la preghiera del Maghreb.

Regole e attenuanti

La regola principale è digiunare tutte le giornate del Ramadan, ma esistono circostanze giustificate in cui è consentito interrompere il digiuno, come malattia o anzianità. In questi casi il credente deve compensare i giorni non osservati con una donazione di carità (fidya) a chi è bisognoso. Chi interrompe volontariamente il digiuno senza motivo valido deve adempiere a un atto di espiazione (kaffara), che può consistere in 60 giorni di digiuno continuativo o una donazione alimentare equivalente per 60 persone.

Perché il Ramadan è importante

Il digiuno durante il Ramadan è considerato il quarto pilastro dell’Islam, uno dei principali obblighi religiosi per gli adulti musulmani in buona salute. È un tempo di purificazione spirituale, autocontrollo e vicinanza a Dio, oltre che di solidarietà comunitaria e riflessione sulle disuguaglianze sociali.

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