Secondo l’Ufficio Studi di idealista il mercato si sta riposizionando, con una crescita trainata soprattutto dal Nord. Pesano il ritorno di alcuni immobili dagli affitti brevi al lungo termine e la maggiore disponibilità di case in attesa di vendita
Il mercato degli affitti a lungo termine in Italia mostra segnali di forte espansione. Nel primo trimestre del 2026, l’offerta di abitazioni in locazione è cresciuta del 19% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente e del 4% rispetto al trimestre precedente.
A rilevarlo è l’Ufficio Studi di idealista, che fotografa un mercato in trasformazione, con un aumento dello stock disponibile in gran parte dei capoluoghi italiani. La crescita interessa 75 città, anche se con intensità molto diverse da territorio a territorio.
Gli incrementi più marcati si registrano a Belluno, dove l’offerta cresce del 162%, seguita da Rieti con il 111%, Verona con il 78%, Como con il 77% e Bologna con il 66%. Nei principali mercati urbani sono soprattutto le città del Nord a guidare la ripresa dell’offerta.
Non mancano, tuttavia, situazioni in controtendenza. Alcuni capoluoghi evidenziano una riduzione dello stock disponibile, con cali particolarmente significativi in città come Brindisi, Oristano e Pistoia.
La dinamica risulta ancora più evidente guardando al dato provinciale. Il Nord Italia si conferma l’area più dinamica, con 39 province in crescita su 47, mentre nel Mezzogiorno e nelle Isole il quadro appare più disomogeneo, con incrementi più contenuti o veri e propri arretramenti.
Tra le province con le performance migliori figurano Bologna, Belluno, Verona, Varese, Forlì-Cesena, Como e Torino. Le contrazioni più ampie riguardano invece Isernia, Pistoia, Vibo Valentia, Brindisi e Terni.
Secondo Vincenzo De Tommaso, responsabile dell’Ufficio Studi di idealista, l’aumento del 19% registrato nei primi tre mesi dell’anno indica un cambiamento strutturale nel mercato della locazione. Da un lato, la stretta regolatoria sugli affitti brevi sta riportando una parte degli immobili verso il lungo termine; dall’altro, diversi proprietari scelgono di affittare temporaneamente case in attesa di vendita.
A sostenere il fenomeno contribuisce anche la tenuta dei canoni nelle aree a maggiore domanda, che rende ancora interessante l’investimento nella locazione residenziale ordinaria.
Il divario territoriale, però, resta evidente. Nel Nord, dove il mercato è più fluido e la rotazione degli immobili più rapida, l’aumento dell’offerta appare più consistente. Nel Sud, invece, la minore dinamicità del mercato e il calo demografico incidono sulla capacità di crescita dello stock disponibile.
Il dato del primo trimestre 2026 racconta dunque un mercato degli affitti in fase di riassetto. L’aumento dell’offerta può rappresentare un segnale positivo per chi cerca casa, soprattutto nelle città dove negli ultimi anni la disponibilità si era ridotta e i canoni erano saliti con forza.
Resta però da capire se questa crescita sarà sufficiente a riequilibrare il rapporto tra domanda e offerta, soprattutto nei grandi centri urbani, nelle città universitarie e nelle aree dove la pressione abitativa continua a essere elevata.

