La Commissione europea ha avviato un procedimento formale nei confronti di Shein nell’ambito del Digital Services Act (Dsa), la normativa che disciplina la responsabilità delle grandi piattaforme online. L’indagine riguarda possibili violazioni legate alla vendita di prodotti illegali, alla progettazione del sito con meccanismi che possono creare dipendenza e alla trasparenza dei sistemi di raccomandazione.

Uno dei tre filoni dell’inchiesta si concentrerà in particolare sui sistemi adottati dalla piattaforma per impedire la diffusione e la vendita nell’Unione europea di contenuti che potrebbero configurare materiale pedopornografico, come bambole sessuali con sembianze infantili. L’esecutivo comunitario ha precisato che questo aspetto sarà trattato in via prioritaria.

Sotto esame anche le strategie di gamification utilizzate dal sito, tra cui l’assegnazione di punti e premi per stimolare un coinvolgimento costante degli utenti, e la trasparenza degli algoritmi che suggeriscono prodotti e contenuti. La Commissione verificherà inoltre se Shein offra agli utenti un’opzione di navigazione non basata sulla profilazione, garantendo un’alternativa reale all’uso dei dati personali per le raccomandazioni commerciali.

«Nell’Ue i prodotti illegali sono vietati, sia che si trovino sugli scaffali dei negozi sia sui mercati online. La legge sui servizi digitali tutela la sicurezza e il benessere degli acquirenti e garantisce trasparenza sugli algoritmi», ha dichiarato Henna Virkkunen, vicepresidente della Commissione per la sovranità tecnologica, sottolineando che sarà valutato se la società rispetti pienamente le proprie responsabilità.

L’apertura del procedimento segue una fase preliminare durante la quale la Commissione ha inviato tre richieste di informazioni alla piattaforma tra giugno 2024 e novembre 2025. L’avvio formale dell’indagine non anticipa l’esito finale, ma consente all’esecutivo europeo di adottare, se necessario, misure provvisorie per interrompere pratiche ritenute dannose. In caso di accertata non conformità, potrebbero essere comminate sanzioni pecuniarie o accettati eventuali impegni correttivi proposti dall’azienda.

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