Dal 28 febbraio al 28 giugno 2026, il Museo Storico della Fanteria di Roma apre le sue porte a “L’ultimo Matisse – Morfologie di carte”, una mostra dedicata agli ultimi anni di Henri Matisse, in cui l’artista trasforma limitazioni fisiche in un periodo di intensa creatività. Oltre 100 opere provenienti da collezioni private raccontano come Matisse, costretto dall’età e da problemi di salute, sostituisca pennelli e tela con forbici e carta, dando vita ai celebri papiers découpés: ritagli dipinti e assemblati in composizioni vivaci e originali.

Curata dalla storica dell’arte Vittoria Mainoldi e prodotta da Navigare Srl con il supporto del Ministero della Difesa, l’esposizione è strutturata in quattro sezioni principali:

  1. Verve – Documenta il rapporto di Matisse con l’editoria d’avanguardia attraverso la rivista omonima.
  2. Libri illustrati e disegni su carta velina – Esplorazioni sul volto umano e narrazioni visive delicate e incisive.
  3. Jazz – 20 tavole litografiche del libro omonimo del 1947, dove i ritagli colorati dialogano con testi manoscritti, trasformando il colore in strumento di vitalità contro la memoria della guerra.
  4. Disegni e nudi femminili – Dal carboncino degli anni Venti ai nudi degli anni Quaranta, linee essenziali che sfumano nell’astrazione, rivelando la forza dell’essenziale.

Tra le opere più celebri esposte figurano La Tristesse du Roi, La Gerbe, La Negresse e Bleu Nu, veri capolavori dell’arte del découpage che segnano la seconda vita creativa dell’artista.

Caravaggio e i Maestri della Luce

A partire dal 7 marzo, nella stessa sede, sarà inaugurata la mostra “Caravaggio e i Maestri della Luce”, dedicata a Michelangelo Merisi e alla diffusione europea della sua rivoluzione pittorica. Curata da Alberto Bertuzzi e Francesco Gallo Mazzeo, l’esposizione propone 23 dipinti a olio di 22 artisti, prestiti da collezioni private, che reinterpretano il cosiddetto caravaggismo come linguaggio autonomo e moderno.

Il percorso mette in evidenza: la quotidianità e la religiosità come esperienze profondamente umane, la luce come rivelazione, il dramma e il realismo crudo del sangue, fino ai ritratti caravaggeschi, strumenti di verità psicologica. A chiudere il percorso, il capolavoro L’incredulità di San Tommaso (1600-1601), tra le opere più complesse e rappresentative dell’artista.

Queste due esposizioni offrono una straordinaria opportunità per confrontarsi con la poesia del colore e la potenza drammatica della luce, esplorando due approcci artistici apparentemente lontani ma uniti dalla capacità di catturare l’essenza dell’umano e del contemporaneo.

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