Non più solo un custode di tesori millenari, ma un “ponte” vivo tra le sponde del Mediterraneo. Il Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria (MArRC) ha presentato il suo Piano Strategico 2026-2028, una roadmap ambiziosa che punta a consolidare l’istituzione come riferimento mondiale per la civiltà della Magna Grecia.

Il Direttore Fabrizio Sudano, a due anni dal suo insediamento, ha delineato una visione chiara: superare la frammentazione degli interventi per costruire un’identità museale solida, internazionale e profondamente connessa con il territorio.

Le novità del Piano 2026-2028

Il documento, curato insieme a esperti come Ludovico Solima (Università Vanvitelli), si articola su dieci obiettivi strategici che toccano ogni aspetto della vita del museo:

  • Internazionalizzazione e Piano Mattei: Il MArRC guarda a Sud. Dal 20 aprile, il museo ospiterà per un mese quattro operatori culturali africani per co-progettare iniziative internazionali, inserendosi nelle linee guida governative di cooperazione con il continente.
  • Una nuova Sala per i Bronzi: Tra i progetti più attesi figura il restyling della sala che ospita i Bronzi di Riace, volto a ottimizzare l’esperienza di visita e garantire standard conservativi all’avanguardia.
  • Rifunzionalizzazione del Roof Garden: La terrazza panoramica diventerà uno spazio polifunzionale, aperto a eventi e partnership pubblico-private.
  • Accessibilità Totale: Interventi mirati per abbattere le barriere fisiche, cognitive e digitali, rendendo il patrimonio fruibile a ogni tipologia di pubblico.

Lo sguardo sullo Stretto e oltre

Il Piano ribadisce il ruolo centrale di Reggio Calabria nel Mediterraneo occidentale. La strategia prevede un rafforzamento della partnership con l’Università di Messina e un dialogo costante con le istituzioni dell’altra sponda dello Stretto, con l’obiettivo di intercettare nuovi flussi turistici e scientifici.

“I greci avevano capito già nell’VIII secolo a.C. quanto questo posto fosse strategico,” ha dichiarato il direttore Sudano. “Vogliamo essere apripista per una rinascita di Reggio come protagonista culturale del Mediterraneo.”

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