Se cercate una guida spirituale o il nuovo manifesto della cultura occidentale, avete sbagliato indirizzo. O meglio, il protagonista dello show sarebbe il primo a dirvi, appunto: “Anche meno”. Dopo i successi televisivi e il fortunato tour di Miracolato, Max Angioni approda al Teatro Brancaccio con il suo nuovo progetto teatrale, consolidando il suo ruolo di punta nella nuova scena comedy italiana.
Il mondo secondo un “poco più che trentenne”
Lo spettacolo ruota attorno alla figura dello stesso Angioni: un figlio unico, ormai entrato nei trenta, che si ritrova a fare i conti con un mondo che sembra andare troppo veloce e che pretende risposte definitive su tutto.
Attraverso il suo caratteristico filtro surreale, Max rielabora i piccoli e grandi nodi della vita:
- Le grandi domande: Dio, la storia e il senso profondo dell’esistenza, filtrati però da una logica bizzarra e quotidiana.
- Le “prime volte”: I ricordi d’infanzia e dell’adolescenza, rivisitati con la consapevolezza (e l’imbarazzo) di chi è diventato adulto quasi senza accorgersene.
- L’autoironia: Il vero motore dello show è la capacità del comico di smontare la propria immagine, ridendo delle proprie conquiste e delle proprie fragilità.
Tra stand-up e teatro moderno
Anche meno non è solo un monologo comico, ma una finestra aperta sull’immaginario di un artista che ha fatto della “fallibilità” il suo punto di forza. Se la società ci spinge verso l’eccellenza e il successo ostentato, Angioni ci invita a fare un passo indietro, a respirare e a ridimensionare le pretese, nostre e degli altri.
Il pubblico del Brancaccio deve aspettarsi un ritmo serrato, battute fulminanti e quel tocco di tenerezza disarmante che ha reso il comico uno dei volti più seguiti degli ultimi anni. Un appuntamento ideale per chi vuole ridere di gusto delle proprie ansie, ricordandosi che, in fondo, si può vivere bene anche con un po’ di sana mediocrità.

