Prosegue il viaggio musicale di Dissonanzen con un appuntamento che celebra la libertà, la sperimentazione e il coraggio creativo. Lunedì 10 novembre, alle ore 20:30, la Sala Assoli / Moscato a Napoli ospita il concerto “Lo spirito del rischio – omaggio ad Anthony Braxton”, con Gianpaolo Antongirolami al sassofono contralto e Roberto Doati ai live electronics.

La produzione è firmata Dissonanzen, storico ensemble napoletano che da oltre trent’anni esplora i confini della musica contemporanea.

Il concerto si presenta come una improvvisazione guidata da una partitura grafica, un terreno in cui si intrecciano strutture matematiche e sistemi notazionali di culture antiche ed extraeuropee. Un omaggio al grande Anthony Braxton, sassofonista, compositore e teorico afroamericano, che nel 2025 festeggia gli ottant’anni e continua a rappresentare un punto di riferimento per la musica di ricerca.

Sul palco, Antongirolami e Doati danno vita a un dialogo di suoni imprevedibili e gesti controllati, dove l’improvvisazione diventa linguaggio e la tecnologia elettronica si fonde con la fisicità del respiro del sassofono. Il programma alterna opere di Braxton e composizioni di Doati, in un continuo rimando di stili e idee che riflettono sui confini — sempre mobili — tra improvvisazione e composizione, libertà e disciplina, jazz e musica elettronica.

Lo spirito del rischio” è dunque un titolo che racchiude l’essenza di un evento in cui l’azzardo creativo si trasforma in esperienza d’ascolto, in linea con la filosofia di Navigazioni, la stagione musicale 2025 di Dissonanzen. Un percorso che, come suggerisce il nome, invita il pubblico a salpare verso territori sonori inesplorati, mantenendo viva la curiosità e l’apertura ai linguaggi del contemporaneo.

Gli appuntamenti della stagione proseguiranno fino a dicembre, ospitati in luoghi suggestivi della città — dalla Sala Assoli / Moscato alla Sala Maria Lorenza Longo, dal refettorio del Monastero delle Trentatré all’Antico Refettorio di Regina Coeli, fino al Museo Darwin-Dohrn — confermando ancora una volta la vocazione di Dissonanzen a intrecciare musica, spazi e pensiero in una continua ricerca di senso e di suono.

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