Le parole non sono mai soltanto parole. Possono accogliere o escludere, aprire spazi di libertà o rafforzare stereotipi, far sentire una persona riconosciuta oppure invisibile. È da questa consapevolezza che nasce “Non solo parole – Il modo in cui parli cambia il mondo in cui vivi”, il volume promosso da Valore D e pubblicato da Feltrinelli Education, pensato per accompagnare ragazze e ragazzi delle scuole secondarie di primo grado in un percorso di riflessione sul linguaggio.
Dopo un progetto analogo rivolto al mondo del lavoro, “Non solo parole” si presenta ora in una versione dedicata alle persone più giovani, partendo dalle loro esperienze quotidiane: la scuola, le amicizie, le relazioni familiari, i social, le chat, i commenti online e tutti quegli spazi in cui il linguaggio contribuisce a definire il modo in cui ci si percepisce e ci si rapporta agli altri.
Il volume muove da un’idea semplice ma decisiva: il modo in cui parliamo influenza il modo in cui pensiamo e abitiamo il mondo. Le parole mettono a fuoco la realtà, danno forma alle identità, orientano i rapporti e possono diventare strumenti di inclusione quando vengono usate con attenzione, cura e responsabilità.
Nell’introduzione, Vera Gheno parte da una domanda essenziale: “A cosa servono le parole?”. Un interrogativo che apre il percorso del libro e invita i lettori più giovani a non considerare il linguaggio come qualcosa di automatico o neutrale, ma come una scelta quotidiana. Ogni parola porta con sé un peso, una storia, un effetto su chi ascolta e su chi parla.
Il progetto si rivolge a ragazze e ragazzi in una fase fondamentale della crescita, quando si costruiscono consapevolezze, appartenenze e relazioni. In questo passaggio, imparare a riconoscere il valore del linguaggio significa anche imparare a leggere meglio il mondo: capire quando una parola ferisce, quando uno stereotipo limita, quando una battuta apparentemente innocua può alimentare discriminazioni.
“Non solo parole” non propone una lezione astratta o distante, ma un percorso vicino al vissuto delle nuove generazioni. Il libro parla il linguaggio di chi ogni giorno attraversa ambienti fisici e digitali, dove l’identità si costruisce anche attraverso ciò che si dice, si scrive, si condivide e si commenta.
Il tema dell’inclusione passa così dalla teoria alla pratica. Non si tratta soltanto di “dire le cose nel modo giusto”, ma di comprendere che le parole possono contribuire a creare contesti più rispettosi, capaci di riconoscere differenze, fragilità, desideri e storie personali. Un linguaggio più consapevole non cancella il conflitto né impone formule rigide, ma aiuta a costruire relazioni più attente.
Con questa pubblicazione, Valore D porta nel mondo della scuola un lavoro culturale che guarda al futuro: educare al linguaggio significa educare alla cittadinanza, al rispetto e alla responsabilità. Perché il modo in cui ci si esprime non riguarda soltanto la comunicazione, ma anche il tipo di società che si vuole contribuire a costruire.
Il volume diventa dunque uno strumento utile per studenti, docenti e comunità educanti, chiamati a interrogarsi su come le parole possano diventare alleate nella crescita. Un invito a scegliere con maggiore consapevolezza ciò che si dice, sapendo che ogni frase può lasciare un segno e che cambiare il modo di parlare può essere il primo passo per cambiare il modo di stare insieme.

