Sono entrati in vigore dal 1° gennaio 2026 i nuovi importi dei contributi previdenziali per colf, badanti e baby sitter, secondo quanto previsto dalla circolare Inps n. 9 e ricordato dall’Assindatcolf, l’associazione nazionale dei datori di lavoro domestico.
I valori aggiornati devono essere considerati già nei versamenti trimestrali che dovranno essere effettuati, come di consueto, entro il 10 aprile per il periodo gennaio-marzo.
Aumenti contenuti legati all’inflazione
Nel dettaglio, l’aggiornamento dei contributi si basa sulla recente variazione dell’indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati, che risulta pari all’1,4 % tra gennaio 2024 e dicembre 2025. Per questo motivo gli importi orari registrano un incremento medio di circa 0,03 euro all’ora rispetto ai livelli precedenti.
Le nuove tabelle contributive distinguono diverse fasce di retribuzione oraria:
- per rapporti di lavoro fino a 24-25 ore settimanali i contributi variano secondo tre scaglioni di retribuzione;
- per attività di oltre 25 ore settimanali è previsto un importo unico per contributo orario.
Pagamento digitale e fasce contributive
la procedura è diventata esclusivamente digitale per la maggior parte dei datori di lavoro, che dovranno accedere al portale dei Pagamenti Inps per stampare gli avvisi PagoPA, effettuare il versamento on line e scaricare le ricevute. Non saranno più recapitati bollettini cartacei via posta, ad eccezione dei datori con più di 76 anni, per i quali è prevista una fase transitoria di un anno.
Rimane invariato il contributo di assistenza contrattuale Cassacolf, che deve comunque essere inserito nel pagamento tramite codice specifico.
Scadenze e adempimenti
L’aggiornamento delle tabelle contributive implica che i versamenti di competenza del primo trimestre 2026 debbano essere effettuati entro il 10 aprile 2026, applicando i nuovi valori orari. I contributi per il lavoro domestico si versano con cadenza trimestrale, come da prassi, e questo aggiornamento riguarda sia i contratti a tempo indeterminato che quelli determinati.
Le famiglie e i datori di lavoro sono quindi invitati a consultare le tabelle ufficiali pubblicate da Inps per verificare gli importi corretti da versare in base alla retribuzione oraria e alle ore lavorate, evitando errori nei calcoli contributivi.

