Dal 21 maggio all’11 luglio la XXXVII edizione della manifestazione: apertura con Anne-Sophie Mutter e la Royal Philharmonic Orchestra, attesi anche Riccardo Muti, Toni Servillo, Pat Metheny, Stefano Bollani e numerose prime assolute

Cento alzate di sipario, più di mille artisti coinvolti e dodici prime assolute. Il Ravenna Festival si prepara ad aprire la sua XXXVII edizione, in programma dal 21 maggio all’11 luglio 2026, con un cartellone ampio che attraversa musica sinfonica, teatro, danza, jazz, elettronica, parola e nuove produzioni.
Il titolo scelto per quest’anno, “Nacque al mondo un sole”, verso tratto dal Paradiso di Dante, rende omaggio a San Francesco d’Assisi nell’ottavo centenario della morte. Un filo francescano attraverserà diversi appuntamenti, intrecciando spiritualità, arte, musica e riflessione culturale.
L’apertura sarà affidata a una grande interprete della scena internazionale: Anne-Sophie Mutter, solista nel Concerto per violino e orchestra in re maggiore op. 61 di Beethoven, insieme alla Royal Philharmonic Orchestra diretta da Vasily Petrenko. Nella stessa serata spazio anche alla Quinta Sinfonia di Mahler.
Tra i protagonisti più attesi figura Riccardo Muti, che il 7 giugno dirigerà la sua Orchestra Cherubini in “Nobilissima visione” di Paul Hindemith, per poi dialogare con Massimo Cacciari sull’influenza di San Francesco su Dante e Giotto. Muti sarà inoltre impegnato l’1 e il 2 giugno nella seconda edizione di “Cantare amantis est”, con oltre tremila coristi da tutta Italia, e tornerà sul podio il 30 giugno per un programma con Verdi, De Falla e Ravel.
L’omaggio a San Francesco passerà anche attraverso nuove commissioni e progetti originali. Tra questi “Il Santo folle”, testo di Guido Barbieri sull’incontro tra Francesco e il sultano d’Egitto, con musiche di Marcello Fera, e la ricostruzione musicale del “Cantico delle creature” affidata all’Ensemble Micrologus. A Sant’Apollinare in Classe gli estoni Vox Clamantis proporranno pagine di Arvo Pärt, mentre San Vitale ospiterà “Per la nascita del Verbo” con la Cappella Neapolitana diretta da Antonio Florio.
Il programma musicale sarà ricco di presenze di rilievo. Sul podio dell’Orchestra Cherubini salirà anche Kent Nagano, con la Pastorale di Beethoven e, in prima italiana, una rilettura delle Quattro stagioni di Vivaldi firmata dalla compositrice uzbeko-tedesca Aziza Sadikova. Il 27 giugno sarà invece la volta di Nicola Piovani con “Padre Cicogna”, racconto sinfonico con la voce recitante di Toni Servillo.
La Rocca Brancaleone, restituita alla città dopo un importante intervento di recupero e valorizzazione, ospiterà alcune delle serate più attese sul fronte jazz e contemporaneo: Stefano Bollani All Stars il 6 giugno, Pat Metheny il 3 luglio, Matteo Mancuso e Nik West il 9 luglio. In cartellone anche la leggenda della techno Jeff Mills, la cantautrice Emma Nolde, Dj Shocca e la Glenn Miller Orchestra.
Ampio spazio anche alla danza, con diverse prime. Arrivano per la prima volta in Italia “Murmuration Level2” di Sadeck Berrabah e “The infinite Approach” di Yoann Bourgeois. Prima assoluta per “goldroom”, secondo capitolo di Overlook Hotel del gruppo nanou, mentre la Sergio Bernal Dance Company proporrà un programma che comprende anche “Suite flamenca”.
Il teatro conferma il legame del Festival con le compagnie del territorio e con la ricerca scenica. Tra gli appuntamenti, Marco Martinelli lavorerà con adolescenti del territorio partenopeo nell’ambito del dialogo con il Parco Archeologico di Pompei per una nuova rilettura dell’Antigone di Sofocle. Fanny & Alexander torneranno invece a confrontarsi con Elena Ferrante attraverso “Storia del nuovo cognome”, mentre Ugo Dighero porterà in scena “Lu santo jullare Francesco” di Dario Fo e Franca Rame.
Non mancheranno gli appuntamenti che uniscono parola e musica. Per il 1500° anniversario della morte di Teodorico, lo storico dell’arte Jacopo Veneziani terrà una lectio al Mausoleo accompagnato da un sestetto della Cherubini. In programma anche il podcaster Paolo Trincia con una rilettura di “A sangue freddo” di Truman Capote, l’omaggio a Grazia Deledda con Mariangela Gualtieri e Paolo Fresu, e l’incontro con lo psicoanalista Massimo Recalcati, seguito da un concerto della Cherubini diretta da Daniele di Bonaventura su musiche di Piazzolla.
Il Ravenna Festival 2026 si presenta così come un grande mosaico culturale, capace di tenere insieme memoria e contemporaneità, spiritualità e sperimentazione, grandi nomi internazionali e nuove produzioni. Una rassegna che, nel segno di San Francesco, invita a guardare all’arte come spazio di dialogo, ascolto e trasformazione.
