Una significativa scoperta archeologica arricchisce la conoscenza della Necropoli Ostiense, uno dei grandi complessi funerari dell’antica Roma, riaffiorata nel corso di scavi preventivi per la costruzione di un nuovo studentato lungo via Ostiense, in zona San Paolo Fuori le Mura a Roma.

I lavori di archeologia preventiva, condotti dalla Soprintendenza Speciale di Roma del Ministero della Cultura, hanno portato alla luce una vasta area funeraria eccezionalmente ben conservata, con strutture che risalgono principalmente all’età imperiale.

Gli archeologi hanno individuato almeno cinque edifici funerari di pianta quadrangolare con coperture voltate, allineati lungo un asse definito, e preceduti da strutture minori che potrebbero aver avuto funzioni rituali o organizzative legate al complesso. Accanto ai manufatti più monumentali, gli scavi hanno messo in evidenza tombe in muratura decorate e numerose sepolture a fossa collocate a profondità variabili, offrendo una testimonianza articolata delle pratiche funerarie adottate nella zona.

La presenza di decorazioni in mosaico, affreschi e stucchi su alcune tombe indica la ricchezza e l’importanza di questo settore della necropoli, il quale si aggiunge alle testimonianze già note della necropoli, documentata a partire dal 1917 con ritrovamenti che includono tombe decorate, colombari e pavimenti a mosaico visibili anche nella collezione del Museo della Centrale Montemartini.

Secondo quanto riportato dai ricercatori, la necropoli lungo via Ostiense si sviluppò dall’età tardo‑repubblicana fino alla tarda antichità, segnando un importante tratto funerario lungo l’antica strada consolare che collegava Roma al suo porto. Studi recenti suggeriscono inoltre che il sito abbia conosciuto fasi diverse di utilizzo, con zone di sepoltura più umili coesistenti accanto ai monumenti funerari di famiglie e cittadini benestanti.

Il rinvenimento è considerato di grande rilievo per l’archeologia urbana di Roma, perché conferma l’estensione e la complessità della necropoli Ostiense e offre nuove informazioni sull’organizzazione degli spazi funerari, sulle pratiche sepolcrali e sui rapporti tra l’antica città e la sua periferia. Le indagini sono ancora in corso e, oltre a conservare e proteggere i manufatti, è prevista un’analisi approfondita di materiali, epigrafi e contesti antropologici per restituire progressivamente alla città i risultati scientifici di questo importante ritrovamento.

La scoperta si inserisce nel quadro più ampio degli studi sull’archeologia di Roma, dove interventi di scavo preventivo spesso rivelano stratificazioni storiche profonde nelle aree urbane sottoposte a trasformazioni moderne, dal momento che le necropoli dell’antichità sorgevano al di fuori delle mura cittadine in conformità alla legge romana, lungo i grandi assi stradali come quello della via Ostiense.

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