Si è alzato ufficialmente il sipario sulla 76ª edizione del Festival di Sanremo, in programma dal 24 al 28 febbraio 2026. Nella sala stampa dell’Ariston, il direttore artistico e conduttore Carlo Conti e la co-conduttrice Laura Pausini hanno presentato un’edizione che punta su tradizione, grandi ospiti e dimensione internazionale, senza rinunciare a leggerezza e ironia.
A sorpresa, nel pieno della conferenza, è arrivata l’irruzione telefonica di Fiorello, che ha scherzato con i giornalisti e con Conti: “Vi auguro tante polemiche”, ha detto ridendo, prima di ribattezzare l’amico “co-conduttore della Pennicanza”, in un gioco di battute che ha immediatamente stemperato il tono istituzionale dell’incontro.
Omaggio a Pippo Baudo e clima di emozione
Conti ha aperto la conferenza con parole commosse per Pippo Baudo, scomparso lo scorso anno: “È il primo Festival senza di lui, era doveroso dedicarglielo”. Un riconoscimento alla figura che più di ogni altra ha segnato la storia della kermesse.
Anche Pausini si è emozionata ricordando il suo debutto all’Ariston e una telefonata ricevuta proprio da Baudo nei mesi scorsi: un incoraggiamento decisivo ad accettare il ruolo di co-conduttrice. “Mi sento più serena oggi – ha raccontato – forse perché lo sento ancora vicino”. Tra sorrisi e lacrime, la cantante ha definito Conti il suo “Carlotan”, ironizzando sulla capacità del conduttore di trasmetterle calma.
I numeri dell’edizione 2026
Saranno 30 i Big in gara e 4 le Nuove Proposte, con un cast di co-conduttori e ospiti che affiancheranno Conti e Pausini nel corso delle cinque serate. Tra i nomi annunciati figurano Can Yaman, Achille Lauro, Pilar Fogliati, Bianca Balti, Irina Shayk e Giorgia Cardinaletti.
Il palco esterno di Piazza Colombo ospiterà concerti quotidiani, mentre dalla nave Costa Toscana arriveranno collegamenti in diretta con Max Pezzali. Confermata anche la presenza di campioni olimpici e paralimpici nella serata di mercoledì, a sottolineare il legame tra il Festival e i grandi eventi sportivi in vista di Milano-Cortina 2026.
Un evento culturale e commerciale
I vertici Rai hanno ribadito il peso crescente della manifestazione, definita “l’evento televisivo più forte del mercato europeo” per impatto mediatico e ritorno economico. Il Festival, hanno spiegato, non è solo spettacolo musicale ma un fenomeno culturale e industriale capace di generare centinaia di milioni di euro di indotto e una conversazione globale che supera i confini nazionali.
Intanto, sul fronte politico, Conti ha rivendicato autonomia e libertà rispetto alle polemiche delle ultime settimane, ribadendo che il Festival è prima di tutto una festa della musica.
Attesa e curiosità
Tra nostalgia, ironia e aspettative altissime, la prima conferenza stampa ha restituito l’immagine di un Festival che guarda al futuro senza dimenticare le proprie radici. L’ironia di Fiorello, l’emozione di Pausini e la solidità di Conti hanno dato il tono a un’edizione che promette spettacolo e, come auspicato scherzosamente dallo showman siciliano, anche qualche inevitabile polemica.
L’Ariston è pronto. E l’Italia pure.

