Sabato 30 maggio al Teatro Civico uno spettacolo tra comicità, suggestioni gotiche e musica dal vivo, con riferimenti a “Frankenstein Junior” e una riflessione sulle paure contemporanee
Il Teatro Civico di Bosconero, in provincia di Torino, si prepara ad accogliere una serata all’insegna del teatro, dell’ironia e delle atmosfere gotiche. Sabato 30 maggio, alle 21.00, andrà in scena il debutto dello spettacolo “…Si può fare”, una rilettura originale del mito di Frankenstein capace di mescolare commedia, horror e fantascienza.
L’opera prende ispirazione dall’immaginario nato dal romanzo di Mary Shelley, ma guarda con evidente complicità anche al cult cinematografico “Frankenstein Junior”, trasformando la figura del “mostro” in uno specchio delle inquietudini del presente.
La messinscena si allontana dal semplice omaggio al romanzo gotico per affrontare temi ancora attuali: la paura del diverso, il rapporto con il progresso scientifico e tecnologico, il confine sottile tra creazione, responsabilità e perdita di controllo. La creatura diventa così non solo elemento comico e fantastico, ma anche simbolo delle contraddizioni dell’uomo contemporaneo.
A rendere particolarmente originale lo spettacolo sarà la presenza della colonna sonora eseguita dal vivo, composta appositamente per questa produzione dal maestro torinese Flavio Bar. Il tema principale sarà affidato alla violinista Chiara Lopresti, talento del territorio e figlia d’arte del maestro di chitarra Gian Paolo Lopresti, entrambi docenti del CFM – Centro Formazione Musicale di Torino.
La musica avrà un ruolo centrale nella costruzione dell’atmosfera scenica. La composizione contiene anche un raffinato gioco musicale: il richiamo del “mostro” nasce da tre note, Si, Fa e Re, che rimandano direttamente al titolo dello spettacolo e alla celebre esclamazione resa immortale dal film.
Sul palco, tra gli interpreti, ci saranno Francesco Troletti, Gian Carlo Poggioli e Daniela Biolcati. La regia è affidata ad Alberto Giovannini Luca.
L’appuntamento promette una serata capace di unire risate, ritmo teatrale e riflessione, portando a Bosconero uno spettacolo che usa il linguaggio della commedia per interrogarsi sulle paure, sui limiti e sulle fragilità dell’essere umano.

