Sabato 4 aprile un viaggio nel cuore dell’antica Acropoli greca. Sette siti aperti in contemporanea dalle 20:00 a mezzanotte per scoprire i segreti millenari custoditi sotto i palazzi nobiliari dell’isola.

C’è una città che vive sotto il livello del mare, scavata nel banco roccioso fin dall’età greca, fatta di tagli di cava, rifugi medievali e antichi ambienti produttivi. Sabato 4 aprile 2026, il format Taranto Grand Tour riaccende i riflettori su questo patrimonio invisibile con una nuova edizione della Notte Bianca degli Ipogei.

Dalle ore 20:00 alle 24:00, alcuni dei siti sotterranei più suggestivi del centro storico apriranno le porte in contemporanea, offrendo a cittadini e turisti un’esperienza di esplorazione libera e suggestiva.

Un tour in totale libertà

A differenza delle classiche visite guidate, la Notte Bianca propone una formula flessibile: i partecipanti, muniti di mappa, potranno muoversi in autonomia tra i vicoli della Città Vecchia, scegliendo l’ordine di visita dei siti e i tempi di sosta. Ogni ipogeo sarà presidiato da personale specializzato pronto a fornire informazioni storiche e curiosità sugli ambienti.

Il circuito completo ha una durata media di 2-3 ore, permettendo così di alternare la scoperta dei sotterranei a una sosta nei locali dell’isola, rendendo la serata una vera immersione nella vita del borgo antico.

Gli ipogei visitabili: la mappa del mistero

L’edizione del 4 aprile coinvolge sette siti di straordinario valore archeologico e architettonico:

  • Casa Natia Sant’Egidio (Pendio La Riccia)
  • Ipogeo Portacci (Via Duomo 311)
  • Ipogeo Galeota (Via Duomo 234)
  • Ipogeo Antonelli (Vicolo I Quartiere)
  • Ipogeo Stola (Via Paisiello 44)
  • Ipogeo Spartera (Corso Vittorio Emanuele II 17)
  • Scuderie di Palazzo Pantaleo (Rampa Pantaleo)

Questi ambienti, spesso situati al di sotto di imponenti palazzi nobiliari, conservano tracce stratificate che vanno dall’epoca greca a quella romana e medievale, raccontando come Taranto abbia saputo riutilizzare i propri spazi ipogei nei secoli come abitazioni, luoghi di culto o ricoveri.

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