Mercoledì 13 maggio la presentazione del libro pubblicato dalla Città di Torino, con 84 immagini tra progetti d’archivio e fotografie di Roberto Cortese dedicate ai dettagli architettonici delle facciate torinesi.

Torino si racconta attraverso uno dei suoi elementi architettonici più affascinanti e spesso meno osservati: i bow-window, quelle strutture sporgenti che interrompono il disegno delle facciate e aprono nuove prospettive sul rapporto tra edificio, strada e sguardo urbano.
Mercoledì 13 maggio 2026, dalle 17 alle 18, sarà presentato “Torino all’ombra dei bow-window”, volume fotografico pubblicato dalla Città di Torino e dedicato a un aspetto particolare dell’identità architettonica cittadina. L’iniziativa rientra nella categoria degli appuntamenti espositivi e culturali e propone una rilettura originale del paesaggio urbano torinese.
Il libro raccoglie 84 immagini: 42 progetti edilizi provenienti dall’Archivio Storico della Città di Torino affiancati da 42 fotografie dedicate ai dettagli architettonici dei bow-window. Ne nasce un dialogo tra memoria documentaria e interpretazione visiva, tra la precisione tecnica dei disegni d’archivio e lo sguardo fotografico contemporaneo.
Torino, spesso identificata con il suo volto barocco, con le geometrie ordinate dei portici e con la monumentalità delle sue piazze, rivela in questo volume un’altra dimensione. Tra le facciate emergono infatti volumi sospesi, finestre aggettanti, strutture leggere e scenografiche che sembrano sfidare la gravità e restituire alla città un profilo inatteso.
L’opera invita a osservare Torino da una prospettiva diversa, alzando lo sguardo verso l’alto e soffermandosi su dettagli che rischiano di passare inosservati nella quotidianità. I bow-window diventano così non soltanto elementi decorativi o funzionali, ma vere presenze plastiche, capaci di modellare la luce, modificare le proporzioni degli edifici e arricchire il racconto architettonico della città.
Il volume costruisce un confronto continuo tra due linguaggi. Da un lato ci sono i documenti dell’Archivio Storico, che permettono di ricostruire l’origine progettuale e tecnica degli interventi edilizi. Dall’altro ci sono le fotografie di Roberto Cortese, che interpretano il bow-window come una forma quasi scultorea, evidenziandone geometrie, ombre, materiali e rapporto con lo spazio urbano.
“Torino all’ombra dei bow-window” restituisce così un’evoluzione urbana fatta di dettagli, innesti e soluzioni architettoniche che raccontano il cambiamento della città nel tempo. Un lavoro che unisce ricerca storica, fotografia e sensibilità estetica, offrendo al pubblico uno strumento per riscoprire Torino oltre le immagini più consuete.
La presentazione del volume diventa quindi un’occasione per riflettere sul valore degli archivi, sulla forza narrativa della fotografia e sulla capacità dell’architettura di custodire storie visibili soltanto a chi sceglie di guardare con attenzione. Un invito semplice ma prezioso: camminare per Torino con occhi nuovi, lasciandosi sorprendere da ciò che abita le facciate e disegna, silenziosamente, l’identità della città.
