Dal 3 al 15 marzo 2026 il Teatro della Cooperativa ospita “Trilogia del benessere”, spettacolo scritto e diretto da Renato Sarti, con in scena Astrid Casali, lo stesso Sarti e Michelangelo Canzi. Un ritorno importante per un’opera nata negli anni Ottanta, ma capace di parlare con forza al presente.

La trilogia prende forma in un’epoca segnata da un consumismo sfrenato e dall’illusione di una prosperità diffusa, mentre ai margini si consumavano drammi legati a droga, alcol e povertà. Temi che, a distanza di decenni, non solo restano attuali ma si presentano con una drammaticità ancora più evidente.

Tre atti unici per raccontare la fragilità sociale

Il progetto si compone di tre episodi: “Libero (Battesimo)”, “Spartaco (Comunione)” e “Buon Natale (Estrema Unzione)”. Una struttura simbolica che richiama i sacramenti, trasformando la scena in una sorta di percorso laico dentro le contraddizioni della società contemporanea.

Il primo atto, “Libero”, fu messo in scena nel 1988 al Piccolo Teatro di Milano da Giorgio Strehler, segnando un passaggio significativo nella storia recente del teatro civile italiano. L’opera, inserita in un più ampio progetto drammaturgico, mette a fuoco le trasformazioni sociali degli ultimi decenni, attraverso personaggi sospesi tra disincanto, rabbia e bisogno di riscatto.

A sottolinearne la forza espressiva fu anche lo scrittore Claudio Magris, che nel 1989 definì la produzione “una specie di sacra rappresentazione, che va al fondo della violenza e del dolore… una realtà di sofferenza attuale, ma anche antica, arcaica”.

Un teatro civile che interroga il presente

Con “Trilogia del benessere”, Renato Sarti riporta sul palco una riflessione potente sul prezzo umano del cosiddetto progresso. La messa in scena, essenziale e intensa, punta tutto sulla parola, sull’interpretazione e su una drammaturgia che scava nelle contraddizioni di un’epoca in cui l’apparente benessere convive con nuove e vecchie marginalità.

L’appuntamento è in programma da martedì 3 a domenica 15 marzo 2026, con inizio spettacoli alle ore 21.00, a Milano. Un’occasione per riscoprire un’opera che, a distanza di anni, continua a interrogare il pubblico con lucidità e coraggio.

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