L’Unione Europea ha approvato in via definitiva il regolamento che prevede lo stop alle importazioni di gas russo, sancendo la fine di un lungo percorso per ridurre la dipendenza energetica da Mosca iniziato dopo l’invasione dell’Ucraina nel 2022.
La normativa, adottata dai 27 Stati membri, stabilisce un divieto graduale ma vincolante per il gas naturale liquefatto (LNG) e quello trasportato via gasdotto proveniente dalla Russia, con l’obiettivo di eliminarne completamente l’uso entro il 30 settembre 2027 (o al più tardi il 1° novembre 2027 in caso di difficoltà nell’approvvigionamento e stoccaggio).
La legge entrerà in vigore poco dopo la pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione Europea e prevede anche un sistema di monitoraggio e tracciabilità delle forniture per contrastare possibili tentativi di elusione. Per gli Stati membri sarà necessario predisporre piani nazionali per diversificare gli approvvigionamenti di gas entro marzo 2026.
Il provvedimento affronta lo stop alle forniture in più fasi: già dal 2026 saranno gradualmente vietati i nuovi contratti e le importazioni sotto alcuni accordi in essere, mentre il divieto totale si completerà nel 2027.
La decisione ha suscitato reazioni contrastanti. Da una parte, i leader europei la presentano come un passo decisivo verso l’indipendenza energetica e una maggiore sicurezza, in linea con gli impegni presi dopo il conflitto in Ucraina. Dall’altra, la portavoce del ministero degli Esteri russo ha criticato la scelta, sostenendo che i Paesi europei “hanno rinunciato alla libertà” adottando lo stop alle forniture energetiche da Mosca.
Sul fronte politico e diplomatico, permangono tensioni sul conflitto in Ucraina e sulle condizioni del negoziato di pace con la Russia. Mosca insiste che una pace duratura richieda cedimenti territoriali da parte di Kiev, in particolare sull’intera regione del Donbas — posizioni che l’Ucraina ha respinto, sottolineando che non intende rinunciare al proprio territorio e che qualunque ritiro delle truppe deve essere reciproco e rispettare la sovranità di Kyiv.
Sul fronte dell’adesione dell’Ucraina all’Unione Europea, non esiste ancora una data certa per l’avvio formale del percorso di ingresso, nonostante le aspirazioni di Kyiv e il sostegno politico espresso da numerosi membri dell’Ue; il processo resta legato a negoziati politici, criteri istituzionali e condizioni di sicurezza che dovranno essere soddisfatti nel tempo (ad oggi non sono stati fissati passaggi temporali ufficiali concordati tra Bruxelles e Kiev).
Con lo stop al gas russo, l’Unione Europea punta a completare la propria transizione energetica e ad accelerare la diversificazione delle fonti, riducendo progressivamente i legami con Mosca e rafforzando autonomia e resilienza energetica all’interno del mercato unico.

