Il Consiglio dei ministri di giovedì 5 febbraio 2026 ha dato ufficialmente il via libera al pacchetto sicurezza – un insieme di norme pensate per rafforzare l’ordine pubblico e la gestione di manifestazioni e situazioni critiche – dopo un lungo negoziato tecnico e istituzionale segnato anche dai rilievi espressi dal Quirinale su alcuni punti sensibili come lo “scudo penale” e il “fermo preventivo”.
Il testo, in parte già approvato dal Senato con 88 voti a favore e 56 contrari durante l’iter parlamentare, contiene diverse novità pensate per rispondere alle criticità emerse nel dibattito pubblico e nei recenti fatti di cronaca legati a disordini in piazza e manifestazioni di piazza.
Principali misure del pacchetto sicurezza
Fermo preventivo e ordine pubblico
Una delle innovazioni più discusse riguarda il cosiddetto fermo preventivo: non si tratta di una forma di arresto tout court, ma di un accompagnamento da parte delle forze dell’ordine per un massimo di 12 ore nei confronti di persone con precedenti specifici, al fine di impedire infiltrazioni violente durante manifestazioni pubbliche.
Scudo penale per le forze dell’ordine
Nel pacchetto è confermata la presenza di misure che ampliano le garanzie legali per gli operatori delle forze dell’ordine nell’esercizio delle loro funzioni, tema da sempre al centro del confronto tra governo e istituzioni. Sulle formulazioni definitive delle norme su questo punto sono state registrate osservazioni da parte della Presidenza della Repubblica durante le fasi di limatura tecnica del testo.
Divieto di vendita di coltelli ai minori e multe elevate
Una delle misure di maggiore impatto pratico riguarda la stretta sulla vendita di armi bianche ai giovani: il decreto vieta la vendita di coltelli e strumenti atti ad offendere a chi ha meno di 18 anni, con sanzioni amministrative che possono arrivare fino a 12.000 euro e la possibile revoca della licenza per i commercianti, anche nelle vendite online.
Restrizioni per i condannati per reati gravi
Sono previste anche limitazioni per chi ha condanne per reati come terrorismo, saccheggio o lesioni a agenti: il giudice potrà disporre il divieto di partecipare a riunioni o assembramenti pubblici e il questore potrà imporre prescrizioni specifiche in vista di manifestazioni.
Rilievi istituzionali e modifiche dell’ultimo minuto
La definizione del pacchetto sicurezza è stata accompagnata da un costante dialogo tra governo e Quirinale proprio sulle norme più sensibili, come quelle relative allo scudo penale e alla possibile permanenza di persone sospettate prima della convalida giudiziaria, cui il Colle ha posto rilievi di costituzionalità.
La premessa delle nuove norme, secondo il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi durante le comunicazioni al Parlamento, è che “la prima competizione è con i propri limiti” e che la partecipazione di cittadini alle competizioni civiche – compreso il rispetto delle regole dell’ordine pubblico – è già di per sé un traguardo significativo.
Reazioni e contesto politico
L’approvazione del pacchetto sicurezza ha inevitabilmente suscitato reazioni politiche e istituzionali, con il centrodestra e alcuni alleati parlamentari che hanno sottolineato la necessità di strumenti più efficaci per garantire la sicurezza dei cittadini, mentre l’opposizione ha espresso perplessità sugli effetti che alcune norme potrebbero avere su diritti civili e libertà di manifestazione.
Il decreto – composto da un insieme di misure urgenti – avrà ora un percorso di attuazione e, in parte, di conversione parlamentare, con alcune disposizioni che saranno discusse nel prosieguo dell’iter legislativo.
In sintesi, il pacchetto sicurezza votato dal Senato e approvato dal Consiglio dei ministri persegue l’obiettivo dichiarato dal governo di rafforzare gli strumenti di intervento delle forze dell’ordine, aumentare la tutela dell’ordine pubblico e introdurre limiti più severi per il commercio di armi bianche ai minori, pur nel contesto di un confronto istituzionale serrato su alcune delle sue parti più delicate.

