Uno studio presentato a Susegana rivela l’impatto economico e sociale delle 4.243 dimore storiche tra Veneto e Friuli. Oltre 28mila posti di lavoro e una ricetta contro l’affollamento delle città d’arte.

Mentre Venezia cerca soluzioni per gestire i flussi turistici, la risposta potrebbe trovarsi appena fuori dai canali. Presentato lo scorso 28 aprile 2026, a Susegana (Treviso), il primo forum “Ville venete re-thinking” ha messo nero su bianco il valore di un patrimonio immenso: le 4.243 ville edificate tra il XV e il XVIII secolo tra Veneto e Friuli Venezia Giulia non sono solo monumenti ma un motore economico da 630 milioni di euro di PIL.

Lo studio, realizzato da The European House-Ambrosetti, segna un cambio di paradigma: basta paragoni romantici con i Castelli della Loira, ora si parla la lingua dei numeri e della sostenibilità.

Non solo turismo: un’economia poliedrica

Contrariamente a quanto si possa pensare, la villa veneta non vive di sole visite guidate. La ricchezza generata si divide in tre rami principali:

  • Agricoltura e Agroindustria (35%): Molte ville restano il cuore produttivo di aziende agricole d’eccellenza.
  • Eventi (25%): Matrimoni, convegni e meeting aziendali che sfruttano il fascino architettonico.
  • Ospitalità (21%): Resort di charme e b&b di lusso.

Questo ecosistema sostiene circa 14.000 lavoratori diretti, cifra che raddoppia se si considera l’indotto di artigiani, restauratori e manutentori necessari a preservare questi gioielli.

La Villa come “Decongestionatore” Sociale

DatoImpatto
LocalizzazioneOltre il 50% in comuni con meno di 20.000 abitanti
Distribuzione FlussiAlternativa al 75% di turisti concentrati nel 13% del territorio
Spesa Proprietari110.000 € l’anno di manutenzione ordinaria media
Interventi Extra143.000 € nell’ultimo decennio per ogni dimora

Il peso della bellezza

Preservare questo patrimonio ha un costo altissimo che ricade in gran parte sui proprietari privati. Nel 2025, la spesa media per la gestione ordinaria ha toccato i 110mila euro a villa. “Oggi creiamo un identikit oggettivo della nostra realtà,” ha dichiarato Isabella Collalto, presidente dell’Associazione Ville Venete, “uno strumento per permettere a manager e proprietari di confrontarsi con i mercati internazionali basandosi su dati scientifici.”

“Per troppo tempo siamo stati visti come una realtà statica. Oggi i numeri dicono che siamo la risposta possibile a un turismo che si concentra troppo in pochi punti, come la provincia di Venezia che da sola assorbe l’8% degli arrivi nazionali.”

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