Il bluesman reggiano attacca il sistema discografico alla vigilia del tour “Baila 25th”: «I manager dicono agli artisti di non esporsi per non perdere consensi, lo trovo gravissimo».
Alla vigilia della partenza di “Baila (Sexy Thing) 25th – Under the Moonlight”, il tour internazionale che celebra il quarto di secolo di uno dei suoi successi più iconici, Zucchero “Sugar” Fornaciari non usa giri di parole per fotografare lo stato attuale dell’industria discografica. In un incontro a Milano, l’artista ha espresso una profonda amarezza per il distacco della musica dai temi sociali e geopolitici, definendo il periodo storico attuale come un “mondo mascalzone e diabolico in mano a due diavoli”.
Il fulcro della critica di Zucchero punta dritto alla gestione strategica delle carriere dei nuovi talenti. Secondo il musicista, oggi prevale una logica di prudenza commerciale che soffoca il dissenso: «I manager consigliano agli artisti di non esporsi su temi spinosi come i conflitti in corso per non rischiare di alienarsi una fetta di pubblico o di finire al centro di polemiche che danneggerebbero i flussi di streaming. È un atteggiamento gravissimo. Se la musica smette di alzare la voce contro le disuguaglianze e l’orrore delle guerre, perde la sua funzione primaria».
Fornaciari, che nei suoi quarant’anni di carriera ha spesso collaborato a grandi eventi benefici internazionali (come il Pavarotti & Friends o i concerti del 46664 per Nelson Mandela), ha sottolineato come la mancanza di impegno rischi di trasformare le canzoni in semplici “prodotti d’arredamento”. Per l’artista, il tour che sta per iniziare non sarà solo una celebrazione nostalgica di una hit mondiale, ma un’occasione per portare sul palco quell’energia ribelle e quel desiderio di libertà che da sempre caratterizzano il suo blues, contrapponendoli al silenzio assordante di chi preferisce restare in un’area di sicurezza per fini di marketing.
«Un artista ha il dovere di essere una spina nel fianco, non un follower del pensiero comune.»
Il tour Under the Moonlight toccherà le principali piazze europee e mondiali, proponendo una scaletta che intreccia il ritmo di Baila con i brani più impegnati del suo repertorio. Zucchero sembra voler lanciare una sfida ai suoi colleghi: tornare a occupare lo spazio del dibattito civile attraverso l’arte, rifiutando quella neutralità forzata che oggi sembra essere diventata la regola d’oro delle grandi etichette discografiche.

