È morto oggi, lunedì 1 dicembre 2025, all’età di 92 anni, Nicola Pietrangeli, icona indiscussa del tennis italiano. A darne l’annuncio, con grande commozione, la comunità sportiva e l’intero Paese.

Una carriera straordinaria (e irripetibile)

Nato l’11 settembre 1933 a Tunisi, Pietrangeli divenne la prima grande stella del tennis italiano. Fu il primo tennista azzurro a vincere un torneo del Grande Slam, trionfando al Roland Garros nel 1959 e nel 1960.

Oltre ai due Slam, la sua bacheca recita: 67 titoli in carriera (alcune fonti riportano 48 o 67 a seconda del conteggio), diversi trionfi negli Internazionali d’Italia, vittorie Monte Carlo e una straordinaria partecipazione alla Coppa Davis.

In Davis detiene tutt’oggi record difficili da eguagliare: 164 partite giocate, con 78 vittorie in singolare e 42 in doppio.

Ma la sua grande impresa fu quella da capitano: nel 1976 guidò la nazionale italiana alla storica prima vittoria in Coppa Davis, un risultato che segnò una svolta per il tennis azzurro.

Un’icona oltre lo sport

Pietrangeli non fu solo un campione: fu un simbolo. Uomo di talento, ma anche di grande personalità — elegante, ironico, autentico, parte di quella “Dolce vita” fatta di sport, stile e charme.

Un uomo che ha contribuito a far amare il tennis a intere generazioni, rendendolo popolare e rispettato in Italia. Anche per questo motivo rimane tuttora l’unico tennista italiano inserito nella International Tennis Hall of Fame.

Le reazioni e i messaggi di cordoglio — anche dalla politica

La notizia della sua scomparsa ha suscitato un’ondata di emozione nel mondo dello sport e non solo. Oltre a colleghi, atleti e personalità sportive, anche le massime cariche istituzionali hanno voluto salutare “una leggenda”.

  • Giorgia Meloni, Presidente del Consiglio, su X ha scritto:
    «Oggi perdiamo una figura che ha fatto la storia dello sport con straordinario talento e passione. Nicola Pietrangeli è stato un simbolo del tennis italiano, il primo azzurro a vincere uno Slam, inserito nella Hall of Fame mondiale, un campione capace di ispirare diverse generazioni e che ha portato in alto il nome dell’Italia nel mondo. Condoglianze alla sua famiglia, ai tanti tifosi che lo hanno sostenuto nel corso della sua carriera e a chi gli ha voluto bene»
  • Il presidente della Federazione Italiana Tennis e Padel (FITP), Angelo Binaghi, ha dichiarato: «Il tennis italiano perde il suo simbolo più grande, e io perdo un amico. Nicola non è stato soltanto un campione: è stato il primo a insegnarci cosa volesse dire vincere davvero, dentro e fuori dal campo».
  • Numerosi tennisti, dirigenti sportivi e organizzazioni — da chi ha vestito la maglia azzurra a chi oggi continua la tradizione — hanno ricordato Pietrangeli come un mentore, un modello, “un maestro” per il movimento tennistico e per l’Italia intera.

L’eredità di un campione senza tempo

La scomparsa di Nicola Pietrangeli non è solo la fine di una vita straordinaria, ma la chiusura di un’epoca. Un’epoca in cui il tennis era eleganza, passione e storie che raccontavano un’Italia diversa.

Oggi restano i suoi record — forse imbattibili —, i suoi campi, il suo nome inciso nella storia. Ma soprattutto resta il ricordo di un uomo che, con la racchetta in mano, ha saputo far sognare intere generazioni.

Come ha scritto qualcuno, con lui se ne va “un simbolo” — ma non un ricordo destinato a sbiadire: perché le leggende, davvero, non muoiono mai.

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