Il programma musicale proposto dal Collegium Pro Musica offre una panoramica al contempo rigorosa e affascinante sulla straordinaria varietà della produzione musicale nel Medioevo. Il titolo stesso dell’evento, Stella Splendens (“Stella splendente”), richiama una delle composizioni più celebri del Llibre vermeil de Montserrat, un codice della fine del XIV secolo custodito nel celebre monastero catalano.
Questi canti, lontani dalla solennità liturgica delle grandi cattedrali, erano destinati ai fedeli che viaggiavano a piedi lungo i sentieri d’Europa. Una volta giunti al santuario, dopo settimane di cammino, i pellegrini trascorrevano le notti di veglia intonando canti e danze collettive, manifestando una spiritualità semplice, genuina e pervasa da una gioia profonda.
Accanto alla spontaneità popolare, il concerto esplorerà le vette della musica colta coeva. Gli spettatori potranno ripercorrere il delicato passaggio dall’Ars antiqua – fiorita tra l’XI e il XII secolo attorno alla scuola di Notre Dame a Parigi – all’Ars nova del XIV secolo. Questa felice transizione segnò lo sviluppo di una complessa polifonia e di una raffinata ricchezza melodica, interpretata magnificamente nel programma da compositori eccelsi come il francese Guillaume de Machaut e l’italiano Francesco Landini, tra le figure più rappresentative del panorama musicale fiorentino del Trecento.
Il repertorio spazierà così dalle movenze ritmiche delle danze profane (come le Estampie e i Salterelli) alla solennità dei brani sacri di Josquin des Prés, fino alle devozionali Cantigas de Santa Maria in lingua galiziano-portoghese, testimoniando come l’Europa medievale fosse uno spazio culturale incredibilmente mobile, aperto e privo di confini creativi.
Gli interpreti: l’eccellenza del Collegium Pro Musica
Ad animare questa complessa trama sonora sarà il Collegium Pro Musica, una delle formazioni di riferimento per la musica antica nel nostro Paese. Fondato nel 1990 dal flautista e direttore Stefano Bagliano, l’ensemble vanta una brillante attività internazionale con concerti in sedi prestigiose come la Carnegie Hall di New York o il Conservatorio di Mosca, oltre a più di venti registrazioni discografiche per etichette storiche del settore.
Per l’appuntamento di Candia Canavese, la formazione si presenterà con una combinazione di strumenti storici pensata per restituire l’esatta ricchezza timbrica dell’epoca:
- Stefano Bagliano: flauti diritti e direzione;
- Luca Dellacasa: voce e organo portativo;
- Marco Giulio Bagliano: viola da gamba;
- Matteo Rabolini: percussioni e salterio.
L’impiego di copie fedeli di strumenti d’epoca e una prassi esecutiva attenta alla filologia offrono una restituzione vibrante e priva di accademismi, capace di mostrare l’incredibile modernità e l’immediatezza emotiva della musica antica.
Il valore della divulgazione culturale e del racconto del territorio
Perché una testata d’informazione nazionale sceglie di soffermarsi con un ampio approfondimento su un concerto di musica medievale? La risposta risiede nel valore civile della memoria. La cultura e la storia locale non sono elementi decorativi o passatempi passeggeri, ma costituiscono la linfa vitale del nostro Paese.
I territori che sostengono rassegne d’eccellenza come Antiqua 2026 dimostrano di saper aver cura delle proprie radici e della propria identità. Raccontare queste iniziative con rigore, offrendo approfondimenti di contesto storico e musicale che vanno oltre la semplice cronaca, è l’unico modo per restituire dignità alle meraviglie d’Italia. Significa invitare a uno sguardo più attento e lento, capace di generare una sensibilità nuova verso la tutela del nostro immenso patrimonio artistico e paesaggistico.

