Exor dice no a Tether e lo fa senza esitazioni. Il Consiglio di amministrazione della holding della famiglia Agnelli ha respinto all’unanimità una proposta non sollecitata presentata da Tether Investments per l’acquisizione della partecipazione detenuta in Juventus Football Club. La decisione è stata formalizzata in una nota ufficiale che ribadisce con chiarezza la linea del gruppo.

“La Juventus è un club storico e di successo, di cui Exor e la famiglia Agnelli sono azionisti stabili e orgogliosi da oltre un secolo”, si legge nel comunicato. Una dichiarazione che non lascia spazio a interpretazioni e che sottolinea come l’azionista di maggioranza resti “pienamente impegnato nel Club”, anche in questa fase di rinnovamento sportivo e manageriale, a supporto del nuovo team dirigenziale.

Exor ha inoltre precisato di non avere “alcuna intenzione di vendere alcuna delle sue azioni della Juventus a terzi”, chiarendo che il rifiuto riguarda non solo Tether, società con sede in El Salvador nota a livello globale per l’emissione della stablecoin USDT, ma qualsiasi altro potenziale acquirente. La proposta viene quindi archiviata come iniziativa unilaterale, mai incoraggiata dalla proprietà.

Il contesto: finanza globale e calcio

L’interesse di Tether per un club come la Juventus si inserisce in un trend sempre più evidente: l’ingresso di capitali legati al mondo della finanza tecnologica e delle criptovalute nel calcio europeo. Negli ultimi anni sponsor, partnership commerciali e, in alcuni casi, investimenti diretti hanno avvicinato il settore crypto ai grandi club sportivi, attratti dalla visibilità globale e dal potenziale di marketing.

Nel caso bianconero, però, la risposta di Exor è stata netta. La Juventus viene considerata un asset strategico e identitario, non solo sotto il profilo economico ma anche simbolico. Il legame tra il club e la famiglia Agnelli, che dura da oltre cento anni, resta un elemento centrale della governance societaria.

Stabilità proprietaria e rilancio sportivo

Il rifiuto dell’offerta arriva in un momento delicato ma cruciale per la Juventus, impegnata in un percorso di rilancio dopo stagioni complesse, segnate da risultati altalenanti e da un profondo riassetto interno. La conferma della stabilità proprietaria viene letta come un segnale di continuità e di fiducia nel progetto a medio-lungo termine.

Exor, che controlla la maggioranza del capitale del club, punta a consolidare la nuova struttura dirigenziale e a riportare la Juventus competitiva ai massimi livelli, dentro e fuori dal campo, senza cambi di mano né aperture a operazioni straordinarie sul capitale.

In sintesi, il messaggio è chiaro: la Juventus non è sul mercato. E, almeno per ora, il futuro del club resta saldamente nelle mani della sua storica proprietà.

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