Sarà una serata carica di emozioni e suggestioni quella in programma domenica 28 dicembre alle ore 21 al Teatro Nuovo di Martina Franca, dove il Ghironda Winter Festival ospiterà Enzo Gragnaniello con il suo nuovo spettacolo “Veleno, mare e ammore”. Un titolo che richiama uno degli album più amati dal pubblico e che diventa oggi il filo conduttore di un live intimo e potente, capace di restituire tutta la complessità e la forza poetica della Napoli più autentica.
Cantautore tra i più profondi e riconoscibili del panorama musicale italiano, Gragnaniello arriva a Martina Franca sull’onda del successo di “L’ammore è na rivoluzione”, ultimo disco di inediti pubblicato un anno fa, che segue “Rint’ ’o posto sbagliato” (2022) e “Lo chiamavano Vient’ ’e terra”, album premiato nel 2019 con la Targa Tenco come miglior disco in dialetto. Un riconoscimento che l’artista napoletano ha ricevuto complessivamente quattro volte nel corso della sua carriera, consacrandolo come una delle voci più autorevoli della canzone d’autore.
Nel concerto, musica e parole si intrecciano in un racconto che attraversa temi universali e attuali: dal razzismo, inteso come un veleno silenzioso che si annida nelle coscienze, alla migrazione forzata per lavoro, dalla solitudine delle donne abbandonate alla necessità di riscoprire il bene e il rispetto per se stessi e per gli altri. Un percorso di riflessione e sentimento in cui l’amore per Napoli resta il centro pulsante, faro emotivo e culturale di un live che alterna delicatezza e forza espressiva.
Sul palco, accanto a Gragnaniello, un ensemble di grande raffinatezza: Piero Gallo alla mandolina, Erasmo Petringa al violoncello e al basso e Marco Caligiuri alle percussioni. Insieme danno vita a un viaggio sonoro che affonda le radici nella tradizione mediterranea, arricchita da atmosfere intime e da un linguaggio musicale capace di parlare a pubblici diversi.
Con “Veleno, mare e ammore”, Enzo Gragnaniello aggiunge un nuovo capitolo a una carriera lunga e coerente, costruita nel segno dell’autenticità. Artista visceralmente legato alla sua città, cura personalmente testi e arrangiamenti, spesso nati tra le mura della sua casa nei Quartieri Spagnoli, non lontano da Vico Cerriglio, il vicolo più stretto di Napoli dove è nato. È proprio tra quei vicoli, e poi nel quartiere Porto, che prendono forma le prime canzoni, intrise di rabbia, amore e speranza.
Dagli esordi con il gruppo Banchi Nuovi alla riscoperta delle radici popolari della canzone napoletana, passando per collaborazioni storiche e momenti iconici come “Cu’ mmè” interpretata da Mia Martini e Roberto Murolo a Sanremo, fino ai duetti con Ornella Vanoni e ai dischi premiati dalla critica, il percorso di Gragnaniello resta segnato da una rara coerenza artistica.
Il concerto di Martina Franca si inserisce così come uno degli appuntamenti di punta del Ghironda Winter Festival, confermandosi come un’occasione preziosa per incontrare una musica che non si limita all’ascolto, ma invita alla riflessione, all’empatia e alla condivisione. Un Natale che, grazie alle note di Enzo Gragnaniello, parla il linguaggio profondo del mare, dell’amore e della memoria.

