Doveva essere una stagione di rilancio, magari non da scudetto ma almeno da zona europea. Invece, a questo punto del campionato, la Fiorentina è ultima in classifica, con appena 9 punti, e vede lo spettro della retrocessione in Serie B farsi sempre più concreto.
L’ennesima battuta d’arresto, l’1-0 subito a Parma, ha avuto il sapore della sentenza. Una sconfitta che ha cancellato in fretta le residue illusioni nate dopo la roboante vittoria per 5-1 contro l’Udinese, rimasta un episodio isolato in una stagione segnata da continuità negativa, fragilità mentale e limiti strutturali.
Una classifica impietosa
I numeri raccontano meglio di ogni analisi lo stato di crisi: ultima posizione in Serie A, distacco crescente dalla zona salvezza e una squadra che fatica non solo a vincere, ma spesso anche a competere. Per Kean e compagni – simboli di un gruppo mai realmente amalgamato – il destino appare segnato, a meno di una svolta radicale nel mercato di gennaio.
Il cambio in panchina non ha funzionato
Nemmeno l’avvicendamento tecnico ha prodotto gli effetti sperati. Il passaggio da Stefano Pioli a Paolo Vanoli avrebbe dovuto rappresentare una scossa, ma sul campo nulla è cambiato: stessi errori, stessa insicurezza, stessa incapacità di reagire nei momenti chiave delle partite.
Il problema, ormai evidente, va oltre l’allenatore. È la struttura della rosa a non essere all’altezza della massima serie, nonostante innesti di esperienza arrivati in estate, come Edin Džeko, che non sono riusciti a incidere come previsto.
Le responsabilità della società
A questo punto il tema diventa inevitabilmente societario. Il presidente Rocco Commisso dovrà interrogarsi a fondo sulla strategia adottata negli ultimi anni. Gli investimenti, seppur presenti, non hanno costruito una squadra equilibrata né un progetto tecnico coerente.
Se la Fiorentina vuole evitare una clamorosa retrocessione, servirà molto più di qualche aggiustamento: servono risorse, scelte nette e una visione diversa, perché il tempo sta finendo e la classifica non concede appelli.
Gennaio come ultima chiamata
Il mercato invernale rappresenta ormai l’ultima vera chance per provare a riscrivere una stagione che sembra avviata verso un epilogo drammatico. Senza una rivoluzione – tecnica e mentale – il rischio è che Firenze debba fare i conti con una delle pagine più amare della sua storia recente.

