Una Befana speciale, pensata non solo per i più piccoli ma per chiunque abbia voglia di lasciarsi sorprendere. Martedì 6 gennaio alle ore 18 l’auditorium TaTÀ di Taranto ospita Soqquadro, spettacolo della pluripremiata compagnia Teatro del Piccione di Genova, nell’ambito della rassegna favole&TAmburi del Crest, sostenuta dalla Regione Puglia.
Vincitore nel 2024 del Festival internazionale di teatro di Lugano, Soqquadro è diretto da Danila Barone e Dario Garofalo, che firmano anche testo e interpretazione insieme a Paolo Piano. Le scene sono curate da Simona Panella e Valentina Albino, i costumi da Aurora Damanti e le luci da Tea Primiterra, per un allestimento che unisce essenzialità visiva e forte impatto emotivo.
Il titolo racchiude già il senso dello spettacolo: “soqquadro” è il rovesciamento dell’ordine, il momento in cui ciò che sembra stabile perde equilibrio e apre nuove possibilità. È lo stato naturale dell’infanzia, fatta di stupore, scoperte e libertà, spesso arginate dallo sguardo adulto, più incline a rimettere tutto “in riga”.
Protagonisti sono Alba e Aldo, due figure semplici e ordinate, la cui routine viene sconvolta da un evento minimo: una caduta in una pozzanghera durante una giornata di pioggia. Da quell’acqua nasce un passaggio inatteso verso un mondo capovolto, onirico e luminoso, fatto di colori, suoni ed emozioni dimenticate. Un luogo in cui i due personaggi sprofondano per ritrovare una libertà smarrita, lontano dalle certezze dell’abitudine.
Con linguaggio poetico e ironia delicata, Soqquadro invita a guardare la realtà da un’altra prospettiva, restituendo alla vita il gusto della sorpresa e del gioco. È uno spettacolo che parla ai bambini, ma anche agli adulti, chiamati a ricordare la forza creativa delle prime scoperte e la bellezza dell’imprevisto.
Attivo da oltre venticinque anni, Teatro del Piccione è una compagnia totalmente autofinanziata, punto di riferimento del teatro ragazzi e del teatro per tutti. Accanto alla produzione di spettacoli, porta avanti rassegne, percorsi educativi e un’intensa attività formativa, mantenendo una forte coerenza poetica e aprendosi a continue contaminazioni artistiche.
Negli ultimi anni il gruppo ha ampliato il proprio orizzonte verso le arti performative e il dialogo con l’arte contemporanea, senza mai abbandonare il suo centro vitale: l’infanzia, intesa come luogo poetico e sguardo sul mondo. Perché scegliere un’arte a misura di bambino significa, in fondo, imparare ancora a guardare.

