Il Teatro San Ferdinando si prepara a diventare, ancora una volta, casa viva di Eduardo De Filippo. Tra gennaio e marzo 2026 il palcoscenico e gli spazi dello storico teatro napoletano ospitano due progetti distinti ma profondamente connessi, capaci di dialogare con la tradizione senza cristallizzarla: una nuova edizione di “Natale in casa Cupiello” nella versione per attore e figure, e il ritorno delle visite teatralizzate “Eduardo punto e da capo”, dedicate alla scoperta del teatro e del suo immaginario.
Dal 9 all’11 gennaio va in scena “Natale in casa Cupiello – spettacolo per attore cum figuris”, ideato da Vincenzo Ambrosino e Luca Saccoia, con la regia di Lello Serao. Dopo il successo della scorsa stagione, lo spettacolo torna con la sua formula non convenzionale che unisce parola, teatro di figura e dimensione onirica. In scena c’è un solo attore, Luca Saccoia, che dialoga con sette pupazzi animati da un gruppo di manovratori, all’interno di uno spazio scenico fortemente evocativo, sospeso tra realtà e memoria.
Il testo di Eduardo è rispettato nella sua integrità, ma attraversato da uno sguardo nuovo: quello di Tommasino adulto che, dopo aver pronunciato il suo “sì”, rientra in quel Natale eterno che da novant’anni accompagna l’immaginario collettivo italiano. Il teatro di figura diventa così strumento poetico per evocare ricordi, legami familiari, fragilità e affetti, trasformando la commedia in un sogno teatrale che parla al presente senza tradire le sue radici.
Dal 17 gennaio al 1° marzo, invece, il San Ferdinando apre le sue porte a “Eduardo punto e da capo. La Galleria Umberto”, una performance itinerante che unisce visita guidata e azione scenica. Ideato come un viaggio dentro e intorno al teatro, il progetto accompagna il pubblico tra apparizioni, citazioni e suggestioni ispirate alla drammaturgia eduardiana. La regia è di Antonello Cossia e in scena ci sono giovani attori ex allievi della Scuola del Teatro di Napoli, protagonisti di un racconto che si muove tra spazi reali e immaginati.
Non una semplice visita, ma un’esperienza immersiva che restituisce il teatro come organismo vivo, luogo di memoria e invenzione, dove le parole di Eduardo continuano a generare visioni. Le visite sono curate in collaborazione con Artepolis e con il sostegno della Fondazione Eduardo De Filippo, a conferma di un progetto che guarda alla trasmissione culturale come atto creativo.
Con questi due appuntamenti, il Teatro San Ferdinando ribadisce la sua vocazione: non museo del passato, ma laboratorio di senso, dove Eduardo non è mai solo commemorazione, bensì materia viva da attraversare, reinventare e condividere. Un ritorno “da capo”, appunto, che non cancella nulla, ma rimette in moto tutto.

