Un rientro dalle festività di Capodanno che molti pendolari difficilmente dimenticheranno. La giornata di oggi, 2 gennaio 2026, si è trasformata in un vero e proprio percorso a ostacoli per chi viaggia in treno lungo la linea adriatica, dove dalla tarda mattinata si registrano gravi disagi alla circolazione ferroviaria tra Pescara e Bari.

A causare il blocco è stata la caduta di cavi elettrici di alimentazione nel tratto compreso tra Ortanova e Incoronata, nel Foggiano. Il danneggiamento ha comportato la sospensione della circolazione e pesanti ripercussioni su treni Alta Velocità, Intercity e Regionali, con convogli fermi, corse cancellate e ritardi a catena. Per limitare i disagi, Trenitalia ha attivato servizi sostitutivi con bus tra Foggia e Bari, ma la situazione resta critica.

Sono diversi i treni direttamente coinvolti e attualmente bloccati lungo la linea, tra cui collegamenti strategici come il Frecciarossa Milano-Lecce, il Milano-Bari e numerosi Intercity diretti verso il Nord Italia. Altri convogli, invece, hanno subito limitazioni di percorso o variazioni, con terminazioni anticipate a Foggia o San Severo e ripartenze posticipate, costringendo i passeggeri a lunghi tragitti su gomma e a cambi forzati.

Nel frattempo, mentre si affrontano ore di attesa e incertezza, monta anche la protesta per l’aumento dei costi degli abbonamenti. Sui social, in particolare nel gruppo Facebook “Pendolari pugliesi”, cresce il malcontento. “Per chi, come me, utilizza l’abbonamento mensile Foggia–Bari Centrale, il prezzo sale da 140,40 euro a 144,90 euro”, scrive un utente. “Un aumento del 3,2% che può sembrare minimo, ma che su base annua significa circa 54 euro in più, a fronte di un servizio sempre più fragile”.

Una doppia beffa per chi ogni giorno sceglie il treno: disservizi strutturali da un lato e rincari dall’altro, in un inizio d’anno che, per migliaia di pendolari pugliesi, si apre all’insegna della frustrazione e delle polemiche.

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