Nuovi attriti sull’asse Parigi-Berlino aprono una fase delicata per l’Europa. Il governo tedesco guidato da Friedrich Merz ha respinto con decisione la proposta del presidente francese Emmanuel Macron di introdurre un piano di debito comune europeo, in vista del vertice informale dei leader Ue di giovedì ad Alden-Biesen, in Belgio, dedicato alla competitività europea.

La proposta di Macron, lanciata in un’intervista a Le Monde e ad altri sette media europei, mirava a creare nuovi strumenti di finanziamento congiunto sul modello degli eurobond per sostenere investimenti strategici in intelligenza artificiale, difesa e green economy, con l’obiettivo di consolidare la capacità dell’Europa di competere con Stati Uniti e Cina. «È il momento del risveglio europeo: dobbiamo uscire dallo stato di minoranza geopolitica», aveva affermato il presidente francese, insistendo sulla necessità di un’azione comune e massiccia.

Ma Berlino ha opposto un netto rifiuto: «Vista l’agenda del vertice, questo distrarrebbe dall’obiettivo reale: affrontare i problemi di produttività», ha dichiarato un funzionario tedesco vicino a Merz, sottolineando che eventuali investimenti comuni devono essere inseriti nel quadro finanziario pluriennale Ue 2028-2034.

La divergenza tra Parigi e Berlino si estende anche al progetto SCAF (Sistema di Combattimento Aereo del Futuro). La Francia, tramite Dassault, rivendica la leadership tecnica per salvaguardare il proprio know-how strategico, mentre la Germania, con Airbus, chiede una spartizione paritaria. Lo stallo è aggravato dall’acquisto tedesco degli F-35 e dall’interesse di Berlino per il programma concorrente GCAP, guidato dal Regno Unito con Italia e Giappone. La cosiddetta “Fase 2” del SCAF è stata rinviata a tempo indeterminato, con Berlino che valuta un “piano B”, mettendo a rischio l’autonomia strategica europea.

Nonostante il rifiuto tedesco, Macron rilancia l’urgenza di un’Europa più forte e indipendente: «Se non investiamo massicciamente in difesa, transizione ambientale e tecnologia, nei prossimi tre-cinque anni saremo spazzati via». Il presidente francese propone mobilitazione del risparmio privato, cartolarizzazioni europee e capacità comune di indebitamento, strumenti che, secondo lui, possono trasformare l’Europa in una potenza globale.

In vista del vertice, il pre-summit del 12 febbraio a Bruxelles ha riunito Merz, la presidente italiana Giorgia Meloni, il primo ministro belga Bart De Wever e altri venti leader europei, con la partecipazione della presidente della Commissione Ursula von der Leyen. L’incontro servirà a impostare il dibattito sui temi della competitività, del mercato unico e della semplificazione burocratica, senza adottare decisioni vincolanti. Le conclusioni operative e i compiti concreti alla Commissione europea dovrebbero arrivare al Consiglio europeo di marzo.

La vicenda mette in luce le tensioni persistenti tra la visione più liberista della Germania e le ambizioni strategiche e protezionistiche della Francia, mentre la difesa europea e il rilancio economico comune restano al centro di un dibattito che condizionerà il futuro dell’Unione.

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