Un applauso lungo e sentito ha accolto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella al suo arrivo alla Fiera di Padova, dove si è svolto l’Annual Meeting di Medici con l’Africa Cuamm. L’organizzazione, attiva dal secondo dopoguerra, ha celebrato i suoi 75 anni di cooperazione sanitaria sul campo. Ad accompagnare il Capo dello Stato la figlia Laura; in platea, tra gli altri, il presidente della Camera Lorenzo Fontana e il governatore veneto Luca Zaia.
Un impegno condiviso
La presenza del Presidente ha dato rilievo a un anniversario che racconta tre quarti di secolo di lavoro in alcuni dei Paesi più fragili del mondo. Una storia fatta di medici, volontari, studenti e operatori che hanno contribuito allo sviluppo di servizi sanitari in contesti complessi come Mozambico, Sud Sudan ed Etiopia.
Bernini: “Con l’Africa, non per l’Africa”
Intervenendo all’incontro, la ministra dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini ha sottolineato il valore dell’approccio del Cuamm, definendolo un modello anticipatore rispetto alle politiche attuali di cooperazione:
“Investire in Africa significa investire sul futuro di tutti. Nei 75 anni di attività, il Cuamm ha tracciato un percorso che oggi si ritrova nello spirito del Piano Mattei. Non andiamo in Africa per, ma con: un cammino condiviso che porta crescita reciproca”.
Bernini ha ricordato come molti studenti e specializzandi, dopo un’esperienza nelle strutture sanitarie africane, tornino con competenze e sensibilità ampliate:
“Dall’Africa si rientra migliori. Lo posso dire per esperienza diretta”.
Università e formazione: il contributo padovano
Alla giornata ha preso parte anche la rettrice dell’Università di Padova, Daniela Mapelli, che ha rimarcato l’importanza del coinvolgimento dei giovani medici. Sono 121 gli specializzandi padovani che negli anni hanno partecipato ai progetti del Cuamm.
“Operare in contesti poveri non significa fare una medicina povera”, ha dichiarato. “I nostri giovani acquisiscono competenze cliniche, imparano a lavorare in équipe multiculturali, ad affrontare emergenze con risorse limitate e ad affinare l’ascolto. È una palestra straordinaria sia dal punto di vista professionale che umano”.
Secondo la rettrice, questa esperienza incarna perfettamente la missione delle università moderne:
“Formare medici e cittadini consapevoli che la salute è un bene globale”.
L’incontro di Padova si è concluso come era iniziato: con un forte tributo all’impegno del Cuamm e alla cooperazione internazionale come strumento di crescita condivisa. Un anniversario che non è solo celebrazione del passato, ma promessa di continuità per il futuro.

