Inaugurato negli spazi del Centro Culturale Candiani, il museo ospita opere da Ca’ Pesaro e annuncia una grande mostra su Klimt per settembre.
Mestre segna una tappa fondamentale nella sua rigenerazione culturale con l’apertura del Muvec – Casa della Contemporaneità. Inaugurato ufficialmente il 23 aprile 2026, il nuovo museo della Fondazione Musei Civici di Venezia (Muve) ha aperto le porte al pubblico sabato 25 aprile, celebrando l’evento con due giornate a ingresso gratuito.
Il progetto ha trasformato radicalmente il Centro Culturale Candiani, dotandolo di un’identità museale autonoma e di percorsi innovativi, tra cui una suggestiva passerella sopraelevata che conduce i visitatori direttamente nel cuore delle esposizioni.
Il percorso espositivo: dal 1948 al nuovo millennio
Il Muvec non segue una rigida cronologia, ma si articola attraverso tre direttrici concettuali — Costruzione, Ricostruzione e Decostruzione — per raccontare le tensioni dell’arte dal secondo dopoguerra a oggi.
- Collezione Permanente: Situata al secondo piano, attinge ai tesori dei depositi di Ca’ Pesaro. Tra i protagonisti figurano maestri internazionali e artisti del territorio, con opere di movimenti come lo Spazialismo, l’Informale e il Minimalismo.
- Grandi nomi contemporanei: Il dialogo con il presente è arricchito da opere di artisti del calibro di Vanessa Beecroft, Marlene Dumas e Chen Zhen, che rimettono il corpo e l’identità al centro della narrazione.
- Sicurezza h24: Come sottolineato dal sindaco Luigi Brugnaro, la struttura sarà protetta da un presidio costante di vigilanza armata per garantire l’integrità delle preziose opere esposte.
Mostre e appuntamenti da non perdere
Il calendario del Muvec è già fitto di eventi di rilievo:
L’evento d’autunno: C’è grande attesa per il 26 settembre 2026, quando aprirà la prima grande mostra temporanea: “Klimt, Schiele, Kokoschka e il corpo nell’arte contemporanea”, un progetto che promette di analizzare l’eredità della Secessione viennese nei linguaggi moderni.
Premio Mestre di Pittura: È stata inaugurata ieri, 24 aprile, la mostra collettiva dei finalisti della decima edizione del premio. L’esposizione, curata da Marco Dolfin, rimarrà aperta fino al 7 giugno e celebra anche la carriera del maestro Luciano Zarotti.
