Sarà Chiara Camoni la protagonista del Padiglione Italia alla Biennale Arte 2026. L’esposizione, intitolata “Con te con tutto”, aprirà ufficialmente al pubblico il prossimo 9 maggio nell’ambito della nuova edizione della Biennale Arte di Venezia 2026.
Curata da Cecilia Canziani, la mostra si presenta come una grande installazione immersiva capace di trasformare l’intero Padiglione in un paesaggio in continua evoluzione, dove arte, natura e presenza umana dialogano costantemente tra loro.
Il progetto nasce come un invito alla condivisione e alla riflessione su un diverso modo di abitare il mondo, mettendo al centro il rapporto tra esseri umani, ambiente e altre forme di vita. Un percorso che punta sulla contemplazione, sul tempo e sulla capacità dell’arte di creare connessioni profonde tra persone, materiali e memoria.
Al centro dell’esposizione vi è una grande installazione composta da opere inedite e lavori già esistenti, assemblati attraverso una pratica artistica basata sul riutilizzo e sulla risemantizzazione dei materiali. Plastiche riciclate, scarti industriali, oggetti recuperati e materiali naturali convivono con la terracotta, elemento distintivo della ricerca artistica di Chiara Camoni.
Nella prima area del Padiglione i visitatori saranno accolti da una sorta di foresta silenziosa composta da oltre venti figure in ceramica, alte poco più di una persona e caratterizzate da forme differenti. Alcune sculture presentano tratti umani riconoscibili, mentre altre assumono forme più astratte e aperte. Le opere sono realizzate in argilla e arricchite con pietre, conchiglie, arbusti e frammenti di plastica raccolti nei dintorni dello studio dell’artista.
L’installazione è pensata per essere attraversata dal pubblico, creando un rapporto diretto e fisico tra corpo umano e corpo scultoreo. La seconda parte della mostra si sviluppa invece in uno spazio luminoso dove trovano posto grandi figure femminili reclinate in terracotta, concepite come elemento di passaggio tra i diversi ambienti espositivi.
All’interno del percorso trovano spazio anche i “Dialoghi”, una serie di opere e riferimenti artistici curati da Fiammetta Griccioli e Lucia Aspesi che mettono in relazione il lavoro di Camoni con altri linguaggi e autori. Tra i riferimenti presenti figurano Fausto Melotti, Marisa Merz e Alberto Martini, oltre ad antichi reperti e nuove commissioni realizzate appositamente per l’esposizione.
Secondo la curatrice Cecilia Canziani, il lavoro di Chiara Camoni si inserisce nel percorso di artiste e pensatrici contemporanee impegnate a “reincantare il mondo”, recuperando una relazione più autentica con la materia, la natura e la dimensione collettiva dell’esperienza artistica.
Il Padiglione Italia della Biennale Arte 2026 si annuncia così come uno degli spazi più suggestivi e riflessivi dell’intera manifestazione, capace di unire ricerca contemporanea, sostenibilità e memoria in un’unica grande narrazione visiva.
