La quindicesima edizione si terrà dal 23 al 29 novembre. Lo scrittore Marco Balzano cura un programma rinnovato che invita a ritrovare il senso critico attraverso il mito di Ariosto.

Milano si prepara a diventare, ancora una volta, la capitale diffusa del libro. È stato presentato a Palazzo Marino il tema di BookCity Milano 2026: la quindicesima edizione della manifestazione si intitolerà “Il senno sulla Luna. Sette giorni di libri, ragioni e follie”.

Il riferimento, colto e suggestivo, è all’episodio dell’Orlando Furioso in cui il cavaliere Astolfo vola sulla Luna per recuperare il senno perduto del protagonista. Un’immagine potente scelta dal curatore di quest’anno, lo scrittore Marco Balzano, per descrivere lo smarrimento della società contemporanea di fronte alle crisi globali e ai conflitti.

Un format rinnovato: oltre i generi letterari

L’edizione 2026, in programma dal 23 al 29 novembre, segna un cambio di passo nell’organizzazione della kermesse. L’obiettivo è abbattere gli steccati tradizionali per favorire un dialogo più fluido tra il mondo editoriale e la cittadinanza.

  • Organizzazione per Temi: Il programma non sarà più diviso rigidamente per generi letterari, ma per grandi aree tematiche.
  • Incontri Trasversali: Per la prima volta, si punterà con decisione su dibattiti che coinvolgono autori di case editrici differenti, rompendo le logiche della promozione singola.
  • Contaminazioni: BookCity aprirà le porte a ospiti provenienti da mondi diversi, inclusi la musica, il teatro, lo sport e le realtà del web.

Il libro come antidoto allo smarrimento

Durante la presentazione, l’assessore alla Cultura Tommaso Sacchi ha ribadito la centralità dell’evento per la vita dei quartieri e delle scuole, mentre Luca Formenton, presidente della Fondazione BookCity, ha definito i libri come un “antidoto alla fragilità della ragione” nel rumore del presente.

Per Balzano, curare questa edizione significa riportare l’attenzione sul libro come atto della ragione e desiderio di condivisione, uno strumento necessario per navigare in un’epoca dove il senso critico sembra essersi smarrito proprio come il senno di Orlando.

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