Fino al 2 agosto, il Complesso di San Paolo e l’Ospedale Vecchio ospitano le installazioni “Seed” e “My Light Years”. Un dialogo tra musica ambientale e architettura monumentale.

È entrata nel vivo a Parma la doppia installazione artistica dedicata all’universo di Brian Eno, un progetto che restituisce alla cittadinanza due spazi culturali chiusi da anni: il Complesso Monumentale di San Paolo e l’Ospedale Vecchio. La mostra, inaugurata a fine aprile, proseguirà fino al 2 agosto 2026.

L’iniziativa rappresenta, nelle parole del sindaco Michele Guerra, un’occasione preziosa per creare una dialettica tra il linguaggio contemporaneo e i contesti storici della città.

“Seed”: il germoglio delle conversazioni

Presso i Giardini di San Paolo, l’installazione audio “Seed” (seme) nasce dalla collaborazione tra Eno e la giornalista turca Ece Temelkuran.

  • L’obiettivo: Creare uno “spazio di quiete contro il rumore crudele dei nostri tempi”, un luogo dedicato all’incontro, allo scambio di confidenze e alla nascita di nuove amicizie.
  • La memoria: L’esperienza d’ascolto vissuta dai visitatori verrà impressa su vinile per essere integrata nella collezione permanente della Casa del Suono di Parma.

“My Light Years”: la prima grande retrospettiva europea

La Crociera dell’Ospedale Vecchio ospita invece “My Light Years”, definita come la prima grande mostra europea dell’artista esposta integralmente in un unico luogo. Eno ha dichiarato di voler rendere questi spazi luoghi piacevoli per l’incontro collettivo, trasformandoli in una sorta di “giardino segreto” mentale.

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